I baci delle mamme

I baci delle mamme non spuntano dal nulla, perché sono stati cresciuti dai baci delle loro mamme e dei loro papà. Ogni donna se li tiene pronti, dentro al cuore, e non sa nemmeno di averli. Se ne stanno lì, chiusi in una scatola, sotto a mille altre cose, pronti a fiorire.

E poi quando ci mettono quel bimbo tra le braccia, non appena lo vediamo così minuscolo e stupito, lo scrigno dei baci si apre all’improvviso e sono tutti lì per lui.

Ma i baci non restano gli stessi per tutta la vita. All’inizio ci sono i baci della scoperta: quelli che diamo sulle manine fragili del nostro cucciolo, quelli profumati di latte e amore che appoggiamo sulla testina.

Ci sono i baci a fior di pelle, dati quando finalmente dorme, col terrore di svegliarlo di nuovo ma che non resistiamo a tenere per noi: sono baci leggeri come una farfalla, che si posano silenziosi su di lui.

E poi quando i bimbi crescono ci sono i baci solleticosi, quelli che fanno fare delle gran risate, dati in mezzo alle panciotte e sui piedini nudi: o magari dietro al collo profumato, quando li avete il braccio e scostate loro i capelli per arrivare a sfiorare la pelle di seta.

E dei baci schioccanti, che ne dite? Quelli sono i miei preferiti: li stampiamo in mezzo alle guance e sono così rumorosi che tutti, tutti ci sentono, e capiscono quanto ci amiamo!

A volte i baci delle mamme sono tristi, pieni di rimorso. Sono quelli che si danno la mattina prima di scappare al lavoro, quando si vorrebbe restare a casa a guardar crescere il nostro cucciolo. Ma sono anche quelli che si  danno col cuore stretto, pensando ad un futuro difficile, quando il lavoro non c’è.

Per fortuna i baci delle mamme sono magici, e guariscono di tutto per un bel po’ di tempo: dal ginocchio sbucciato al cuore spezzato, passando per il brutto voto a scuola.

Poi non si sa come, a volte diventano un po’ fastidiosi: e figli adolescenti che prima vivevano dei nostri baci, li schivano un po’ vergognosi e un po’ arrabbiati di desiderarli ancora.

Ma i baci delle mamme, lo sappiamo bene, non finiscono mai: ce n’è sempre uno scrigno pieno, in quel cuore grande, e aspettano con pazienza di volare di nuovo sulle guance dei nostri piccoli.

Anche se magari piccoli non sono più!

C'era una mamma
C'era una mamma

Sono Daniela Zepponi: copy freelance, lettrice innamorata dei libri, mamma, moglie e regina indiscussa dei lievitati. Mi batto da anni per la liberazione della lingua italiana dall’uso scorretto del condizionale e del congiuntivo.
Il mio debole? La battuta perfetta: non rinuncio mai ad avere l’ultima parola. Vivevo in una banale realtà fatta di discoteche, mojitos, lavoro (noioso), shopping ed ex-fidanzati fedifraghi: poi una sera un giovane uomo gentile mi si è seduto accanto e mi ha fatto ricordare di avere un cuore.
In pochissimo mi sono ritrovata con un compagno, una casa, due pargoli, zero lavori. E purtroppo zero mojitos.
E lì è cominciata la favola.

44 commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. Il mio ometto a volte si arrabbia perché lo riempio di baci😂😂ma non posso farne a meno tante volte gli dico se mi dà un bacio e lui con la testa mi dice di no…allora faccio finta di piangere mi abbraccia forte forte e mi dà i baci e io altrettanti😜😜😜😜