Cesareo: non siamo mamme a metà!

Mamme si nasce nel momento stesso in cui stringiamo tra le braccia nostro figlio: che sia arrivato con parto naturale o cesareo, poco importa. A quel punto siamo tutte uguali, chi ha fatto 36 ore di travaglio ma va camminando al suo letto e chi non ne ha fatta nemmeno una, ma il giorno dopo pagherà lo scotto del dolore con gli interessi.

Perché questo incipit? Perché, sulla scia della riscoperta del naturale, soprattutto per quanto riguarda la nascita, rischiamo farci travolgere da idee prive di buon senso. L’allattamento naturale è fantastico, ma la cosa fondamentale è che il bimbo si nutra a sufficienza e cresca. Il parto naturale, è perfetto: a patto che madre e figlio siano in condizioni di affrontarlo.

Chi si trova, magari per problemi di salute, per una pessima posizione del bambino, o per mille altri motivi, a programmare un cesareo, lo vive a volte con un senso di colpa. Parlo del primo, perché al secondo avrà già l’esperienza (e la grinta) per zittire tutte le critiche. Infatti spesso le persone immaginano il cesareo come una passeggiata di salute, scelto per paura o perché non si ha voglia di faticare: entri, non senti niente e dopo 5 minuti è tutto finito. E invece no: restituiamo voce al dolore di chi fa un cesareo!

Ma la cosa davvero peggiore è la somma idiozia di chi afferma che una donna che non sente il dolore del parto, sarà meno legata al proprio figlio. No, non me lo sono inventata: a me è stato tranquillamente detto in faccia prima del primo cesareo.

Ovviamente questo articolo non vuole sponsorizzare i cesarei inutili, ma vuole essere una pacca sulla spalla di chi si avvia al primo parto portandosi dentro questo fardello.

Forza ragazze, mamme si nasce con vostro figlio in braccio, alla faccia di chi parla prima di accendere il cervello!

16 comments

  1. Daniela Zepponi 22 aprile, 2015 at 18:16 Rispondi

    Infatti sembra assurdo, nel 2015, doversi sentir dire quelle cose…eppure a me è successo…e mi ha ferito…per questo ho deciso di scrivere l’articolo…è che a volte la gente parla senza prima aver messo il cervello in carica!!

    • Francesca Natalini 23 aprile, 2015 at 16:22 Rispondi

      Il problema è la nostra cultura, o sotto cultura. Sei madre solo se fai un travaglio disumano, se allatti fino ad annientarti anche se stai male, se ti annulli completamente e muori per tuo figlio. Diventerò madre a giorni e dico tranquillamente che ho sempre preferito una madre serena ed equilibrata con i propri spazi ed il coraggio delle proprie idee ad una che sclera per rispondere alle aspettative sociali e alla nostra cultura triviale.
      Madri si è nel cuore e nella testa, libere di scegliere cosa sia giusto per se’ e per il proprio figlio senza inutili sensi di colpa.
      Madri si è con l’animo libero e la coscienza serena.
      Anche i nostri figli ringrazieranno, credo!!!

  2. Elisa Mantovanelli 23 aprile, 2015 at 14:55 Rispondi

    Ma ovviamente si !!! Non si dovrebbe nemmeno aver bisogno di ribadirlo, ci mancherebbe…
    Sarebbe veramente bellissimo se ci lasciassero vivere la ns vita di mamme senza rompere le palline su questo e quello !!!!!

  3. Ilenia Salgarello 23 aprile, 2015 at 15:13 Rispondi

    Io mi stupisco che nel 2015 ci sia ancora tanta ignoranza. Di sicuro sono meglio io che ho fatto il cesareo piuttosto di qualcuna che con il naturale poi lo ha buttato nel cassonetto o comunque maltrattato. Essere mamme significa dare amore non vantarsi o meno da che parte esce.

  4. Lilli Spagna 23 aprile, 2015 at 17:09 Rispondi

    …. Quante cazzate !!!…. E’ovvio !!!…. Beate quelle che hanno fatto il naturale …. MA NOI SIAMO MAMME LO STESSO !!!!!!!!!….. Non importa da quale buco esca il bimbo !!!

  5. Sabrina 20 agosto, 2016 at 15:27 Rispondi

    Buongiorno ragazze, andavo in giro per il web alla ricerca di un supporto alla mia grande delusione di non aver fatto un parto naturale. Alla fine si è verificato ciò che temevo di più, dieci ore di dolori lancinanti continui per poi fare un cesareo per alterazioni battito piccola… Grazie delle vostre parole, anch’io mi sento ancora dopo tre mesi mamma a metá, non riesco a superarlo…anche perchè sono convinta che non ci fosse bisogno, ma è stato tutto volere di questi medici frettolosi… Ho deciso comunque che richiederò la cartella clinica, sperando che me la diano e di trovare le risposte che cerco.
    Un abbraccio a tutte

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