Chi si alza la notte quando piange? (Lui)

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L’interruzione del sonno è considerato un vero è proprio metodo di tortura. Visto che non possiamo denunciare nostro figlio al tribunale internazionale ce la dobbiamo vedere tra mamme e papà. Per la risposta alla famosa domanda “Vai tu? in seguito al pianto che squarcia il silenzio della notte e che ci fa quasi saltare dal letto ci sono da considerare tante variabili.

La stagione

Vuoi mettere alzarsi in estate piuttosto che in inverno quando stai al calduccio sotto il piumone? Tanto che alcune volte, sfido un uomo a dire di non averlo mai fatto, c’è chi finge di dormire. Nonostante le urla provenienti dall'altra stanza, c’è chi rimane fermo e rigido simulando il sonno più profondo e ripetendo tra sé “Adesso si alza lei, adesso si alza lei”. Come gli opossum che di fronte al pericolo fanno finta di essere morti. Anche in questo caso è una situazione di emergenza.

Il grado di pesantezza del sonno

Se tua moglie ha il sonno leggero e ha già sentito piangere il bambino, che vada lei. Perché svegliarsi in due?

Il periodo

Se tua moglie è in maternità, e la mattina seguente potrà rimanere a letto finché vuole, dovrebbe essere lei il candidato ideale per alzarsi durante la notte. Perché, poi, si sa che i bambini piangono quelle due ore prima del suono della tua sveglia che tra riaddormentarlo e tornare a letto sarà impossibile riprendere sonno. E poi tu dovrai andare a lavoro, ripeto “a lavorare”, non in una crociera per single, non a giocare a calcetto, non al Casinò di Montecarlo. Un giorno un amico in vena di confidenze mi ha confessato di andare a schiacciare un pisolino in pausa pranzo dentro la sua auto.

Per il sonno dei papà il periodo migliore in assoluto è quello dei primi mesi dell’allattamento. Il bambino piange perché ha fame e vuole il latte della mamma. Riunendo in sé entrambe le figure di produttrice e distributrice di latte, è la mamma che dovrà alzarsi. È la designata dalla Natura. Un altro punto a favore del seno, un altro motivo per piacere agli uomini.

Quindi, chi si alza la notte quando il bebè piange?

Posso dire di essermi alzato, e di alzarmi, tante volte durante la notte. Con mia moglie ci siamo dati la regola che “si alza chi è sveglio”. Dalla nostra abbiamo che io sono abituato ad addormentarmi tardi e mia moglie a svegliarsi presto, così, senza dircelo, ci siamo un po’ divisi la nottata, è venuto naturale.

Nel primo periodo di vita di mia figlia ero venuto a conoscenza della vita notturna dei miei vicini visto che dalla finestra della cameretta si vede il vialetto del condominio. Come nel film La finestra sul cortiledi Hitchcock ma, anziché la gamba ingessata, avevo mia figlia in braccio per farla addormentare.

Adesso che è più grande, la notte è tornata ad essere più normale, anche se possono esserci sveglie improvvise per brutti sogni o per pipì impellenti. In questi casi rispondiamo “su chiamata”: se chiama “Babbo!” mi alzo io, se chiama “Mamma” va mia moglie.

Non ho ancora capito quale sia il discrimine che usa mia figlia per chiamare. Non ancora, ma sto approfondendo la questione. Magari poi improvvisamente si impenneranno le chiamate a favore di “Mamma”...