Educare i bambini a mangiare le verdure

Tra le imprese epiche che una mamma è costretta a compiere, quelle che riguardano l’alimentazione dei figli piccoli è una delle più grandi, soprattutto quando di mezzo ci sono le verdure. Nonostante siano importantissime per l’organismo, perché contengono sali minerali e vitamine indispensabili, una cosa è sicura: non rientrano tra i cibi preferiti dei bambini, e spesso neppure degli adulti.

Questo, però, non è un buon motivo per permettere che i bimbi non le mangino, anzi: bisogna trovare un modo per abituarli a consumarle, in maniera tale che la loro dieta sia variata e che possano assumere tutti i nutrienti che esse contengono.

Di certo, per educare i bambini a mangiare le verdure ti conviene tentare un approccio soft, perché se glielo imponi, difficilmente riuscirai nell’impresa. Armati dunque di tanta pazienza e di un po’ di fantasia, per affrontare la cosa come se fosse un gioco.

Se c’è una cosa da cui i bambini sono fortemente attratti sono i colori, dunque perché non sfruttare quelli di verdure e ortaggi per creare dei piatti buoni da mangiare, ma anche belli da vedere? Potresti disporli ad arte sul piatto, magari come contorno alla carne, giocando con l’arancio delle carote, il verde dei broccoli e così via.

Coinvolgili nella preparazione di questi piatti, spiegando loro quanto sia importante consumare le verdure perché li faranno crescere forti e sani: così facendo, li responsabilizzerai e si sentiranno “grandi”. Certo, poi dovrai pulire la cucina da cima a fondo, ma vuoi mettere la soddisfazione di riuscire nell’intento?

Inoltre, potresti raccontare loro da dove provengono le verdure e gli ortaggi, spiegando perché alcune specie le troviamo in inverno e altre in estate. Meglio ancora, potresti portarli a vedere “dal vivo” le piante che producono ciò che poi si ritrovano nel piatto.

Vedrai, coinvolgendoli il più possibile riuscirai ad abituarli a mangiare le verdure, e a mantenere questa buona abitudine anche da adulti.

Enza Bisconti
Enza Bisconti

Sicula, classe 1982, una laurea in Lingue e un master nel cassetto. Divoratrice di libri e, ahimè, di carboidrati, innamorata della Spagna e sognatrice incallita. Vagabonda per qualche anno, aspetto di riprendere il viaggio e nel frattempo scrivo. Quando non scrivo traduco. Quando non scrivo né traduco mi trasformo in baby sitter: mica male! Da qualche tempo mi sono avvicinata in punta di piedi allo yoga e, tra un’asana e l’altra, provo a mantenere uno stile di vita sano.

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