Arsenico nelle urine dei bambini che mangiano troppo riso

A quanto pare, secondo un recente studio americano, consumare troppo riso non fa bene ai bambini. Quantità eccesive di riso, infatti, sembra che innalzino i valori di arsenico nelle urine.

La ricerca sui bambini che consumano riso

La ricerca condotta dalla Dartmouth College School of Medicine, e pubblicata su Jama Pediatrics, ha sollevato un’importante questione. I bimbi che mangiano spesso riso, e tutti i suoi derivati, presentano livelli eccessivi di arsenico nelle urine, anche fino al doppio della soglia raccomandata dall’Oms per questa fascia di popolazione.

L’indagine scientifica ha visto coinvolti 759 bambini, fino a un anno di età, associando il loro regime alimentare alla presenza di arsenico nelle urine. Da ciò si è scoperto che, maggiore era la quantità di riso consumata, tanto più alti erano i livelli di arsenico (un veleno, che può aumentare il rischio di tumori alla pelle, ai polmoni e alla vescica).

Perché proprio il riso?

L‘arsenico è un semimetallo inodore e insapore, spesso impiegato come ingrediente di erbicidi e pesticidi. La sua presenza nel riso, quindi, è giustificata dal fatto che questo cereale ha una notevole capacità di assorbimento, cosa che non avviene nelle altre colture. Questa caratteristica deriva dal fatto che il riso (alcune varietà più di altre) è molto poroso e riesce a trattenere tutte le sostanze che lo avvicinano.

Da notare, inoltre, che il riso integrale possiede una concentrazione di arsenico più alta (fino all’80%) rispetto a quello bianco. Quest’ultimo, infatti, prima di essere commercializzato, è privato della parte esterna, in altre parole quell’area in cui si accumula il veleno. Fino a poco fa, molti consigliavano la varietà basmati perché considerate con meno residui.

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Tuttavia una recente indagine di Altroconsumo su 8 marchi da supermercato di riso Basmati ha mostrato come i residui indesiderati (pesticidi, aflatossine e metalli pesanti) anche in questa qualità di riso siano troppo alti. Per questo si consiglia di scegliere produzioni europee (in Italia c’è una vasta filiera risicola) più controllate e di variare spesso il tipo di cereali.

Mentre i supermercati Conad hanno recentemente emesso un avviso di richiamo prodotto per due lotti di riso Carnaroli, per presenza di cadmio oltre i limiti di legge.

Esistono, infatti delle valide alternative al riso (come ad esempio il grano, l’orzo, il farro o altri cereali) e, ad ogni modo, la commissione UE ha stabilito dei nuovi limiti sull’arsenico inorganico e i suoi derivati presenti nel riso che, nei prodotti per l’infanzia, è sceso allo 0,10 mg/kg.

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