La notte delle mamme

La notte delle mamme è una giornata che comincia quando le giornate degli altri finiscono. Quando il mondo chiude gli occhi per riposare un po’ i pensieri, davanti alle mamme ci sono ancora luuuunghe ore da calmare, cambiare, coccolare.

La notte delle mamme è una poltrona dove ci si siede con la schiena a pezzi e un piccolo di poche settimane, che non ha capito bene come si succhia sto benedetto latte. La notte delle mamme sono gli occhiali che ti scendono sul naso mentre la testa ciondola, in attesa che il biberon sia caldo.

È un vortice lento di note, questa notte infinita, di nenie che qualcuno ti mormorava da piccola, che pensavi di aver dimenticato ed eccole pronte per il nuovo arrivato. Sono canzoni cantate un po’ a scatti, mentre ti muovi per la cucina, e lotti con le prime coliche. E allora sarà un tempo ancora più lungo, con la vita che si riduce ad un cambio di pannolini al buio per non svegliare il marito, al cuore che ti si spezza per il piccolo che non si calma, al pensare che nessuno ti aveva detto sarebbe stata così dura.

Perché la notte delle mamme te la puoi immaginare, ma finché non ne vivi una dietro l’altra, non conoscerai il sonno che cambia e si fa leggerissimo, e ti fa svegliare ad ogni cambio di respiro, non saprai quanto è lungo un minuto, mentre tutti dormono e tuo figlio piange.

La notte delle mamme è una coperta calda buttata sulle ginocchia, una tisana stretta in mano, mentre lo osservi per capire se potrai tornare a letto, almeno per un’ora.

A volte la notte delle mamme è un po’ meno solitaria, perché passi le ore a leggere di altre mamme, a cui è successo proprio come a te, e magari ti commuovi o sorridi, nel silenzio del tuo divano.

E poi arriveranno i denti, l’influenza, semplicemente la voglia di stare con te, dopo una giornata in cui il lavoro vi ha divisi. E allora la notte delle mamme si trascina tra un’alba colorata e l’altra, quando, nonostante tutto, ti appoggi con la fronte alla finestra e pensi che il mondo è davvero bellissimo.

Eppure, alla fine di tutto, una mattina ti svegli e tuoi figli vanno già a scuola. Ora dormi qualche ora in più, le occhiaie nere se ne sono andate. A volte non resisti e la notte ti alzi e vai dare un’occhiata: rimbocchi una coperta, fai una carezza. Tra qualche anno avrai dei letti vuoti.

E capisci davvero che la notte delle mamme passa in un soffio.

78 comments

  1. Kekka Maggiore 13 gennaio, 2016 at 20:07 Rispondi

    :( ogni tanto faccio dei sogni.. come sarà quando loro seguiranno i loro sogni, usciranno con amici e si troveranno un fidanzato?? Voi non ci credete ma mi metto a piangere al solo pensiero.. perchè non vedrò più le mie bambine che mi abbracceranno, mi daranno bacini, mi chiameranno per giocare con loro.. :( noooo non voglio pensare perchè mentre commento una lacrima e già scesa.. non voglio far scenderne altre.. :(

  2. Nory Aurora 13 gennaio, 2016 at 21:06 Rispondi

    Se penso che un giorno andranno via da me mi viene da piangere… Anche loro dovranno seguire il loro cammino, così come ho fatto io, come abbiamo fatto tutte.. Mia mamma mi diceva sempre che “i figli sono solo in prestito,xk prima o poi andranno via x la loro strada”… Che triste realtà..😫

  3. Iolanda Corradengo 13 gennaio, 2016 at 22:30 Rispondi

    Io mi sto vivendo tutte le emozioni. ..ma non vedo l’ora che cresca…sono stufa dei continui bernoccoli e cadute. ..vuole stare tutto il giorno libero. ..ma ancora non cammina. ..manca poco ha quasi un anno. …

  4. Francesca Aldinucci 13 gennaio, 2016 at 23:27 Rispondi

    Bellissima ed estremamente vera! Ma per fortuna questo periodo passa (non sempre in un soffio)e io non vedo l’ora..due figli entrambi con sonno problematico…un incubo! Per carità i primi anni, molto meglio dai 3 in poi

  5. Chiara Furzi 14 gennaio, 2016 at 06:49 Rispondi

    Sí, tutto bello, tutto romantico ma….
    E i padri dove cavolo sono? Perché non vengono citati?
    Solo le donne devono fare le notti e il giorno dopo essere a pezzi e di cattivo umore e ancora con il bambino intorno da accudire? Ma per favore….sono articoli che indorano la pillola, anzi, la supposta che dobbiamo prendere solo noi donne.

    • C'era una mamma 14 gennaio, 2016 at 07:48 Rispondi

      Sinceramente non avevo intenzione di indorare niente. Questo post non deve convincere nessuno…racconta solo quello che ho vissuto io…e quello che vivo adesso che i figli diventano sempre più grandi e indipendenti. Era un modo per fare compagnia alle tante mamme che la notte sono sveglie e leggono questi post per avere compagnia…a volte si può raccontare una cosa senza avere secondi fini…e soprattutto perchè quelle notti, che solo un paio di anni fa mi sembravano così tragiche….adesso quasi mi mancano…

    • Chiara Furzi 14 gennaio, 2016 at 08:31 Rispondi

      Io ho solo commentato con il mio punto di vista. I post che si pubblicano sono passibili di commenti che possono essere in linea con il pensiero esposto oppure no.
      Quello che dico è che talvolta siamo sole a dover affrontare momenti che sono belli ma che senza un adeguato aiuto, diventano pesanti, devastanti psicologicamente e fisicamente.

    • Kekka Maggiore 14 gennaio, 2016 at 09:29 Rispondi

      sono d’accordo con Chiara.. almeno io parlo per il mio.. in casa mi aiuta ma quando si tratta di bambine non fa niente.. non li da da mangiare, non le veste, non cambiava pannolini.. ho dovuto fare tutto io..

    • Kekka Maggiore 14 gennaio, 2016 at 09:32 Rispondi

      C’era una mamma a me piace parlare con tante mamme.. almeno si può parlare, darsi dei consigli.. conoscerci.. raccontarsi del più e del meno.. e sono contenta di aver messo mi piace al tuo post

    • Kekka Maggiore 14 gennaio, 2016 at 09:35 Rispondi

      assolutamente no Micol io glielo detto un sacco di volte a mio marito di un aiuto con le bimbe.. purtroppo ci sono certi uomini testardi che non cambiano idea.. che fai ti metti a litigare davanti alle bambine?? ho lasciato perdere.. ma dalla pesantezza però mi sono rafforzata..

    • Chiara Furzi 14 gennaio, 2016 at 09:36 Rispondi

      Kekka Maggiore,
      Non sei la sola, siamo una miriade schiave di stereotipi del cavolo e che spesso noi stesse tendiamo a non distruggere ma, anzi, a rinforzare facendo le super mamme, sentendo però di fare una gran fatica ma nn ammettendolo apertamente. Basterebbe capire che una bella rete di supporto cucita ad hoc intorno all infante, sarebbe una gran cosa e permetterebbe a tutti (mamme, babbo, nonni ecc) di scoprire anche il lato romantico dell allevare bambini.

  6. franco 14 gennaio, 2016 at 14:29 Rispondi

    eccolo qua dov’è, meglio dov’era il papà…a dare a Tommy, prematuro la poppata delle due di notte…mini biberon di costosissimo latte artificiale….che veniva assunto se Tommy continuava a dormire….il più delle volte finiva che si addormentava anche papy sul divano e il biberon rotolava in giro per il soggiorno…buona notte mamme… per la cronaca ora Tommy ha venticinque anni!!1

  7. Lorenzo F. 14 gennaio, 2016 at 16:13 Rispondi

    Leggere accuse contro i padri mi lascia veramente perplesso. I padri devono fare le notti!!! E poi andare a lavoro!!! Tornare e cambiare pannolini, fare il bagnetto, dare la pappa! E poi rifere le notti! Si, giusto. Andiamo tutti in paternale va…

  8. gaddo de Anna 19 gennaio, 2016 at 11:30 Rispondi

    Dio mio quanto vittimismo! Non se ne può più! E cosa dovrebbero poi dire i figli, soprattutto se maschi, che non riescono più a liberarsi del fiato sul collo della mamma, delle ansie inutili delle mamme, delle ossessioni delle mamme, del senso di possesso delle mamme (ricordarsi sempre che se è vero che il figlio è tuo, è anche vero che non è tuo), dell’onniscenza delle mamme, della cecità delle mamme circa la crescita dei figli, della mancanza di rispetto delle mamme nell’accettare anche gli errori dei figli. A proposito: e le notti dei papà? Sono sempre via? Sono a bagordi? Sono e dormire perché sono i piccoli principi da non disturbare, come gli ha insegnato la loro mamma?

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