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Maternità e licenziamento volontario nel primo anno di vita

La donna in gravidanza è tutelata dalla legge italiana, che stabilisce in quanto lavoratrice una specifica normativa sulla maternità. Per motivi che appaiono ovvi, una donna nell’ultimo periodo della sua gravidanza non può lavorare e questo anche successivamente al parto e alla nascita del figlio.

Che cosa dice la legge sul congedo di maternità

La legge parla chiaro: esiste il congedo di maternità che inizia di norma due mesi prima della fine della gravidanza e prosegue fino ai primi tre mesi di vita del neonato.

È un’astensione del lavoro obbligatoria che spetta a qualsiasi donna lavoratrice per qualsiasi mansione essa ricopra.

Il licenziamento volontario nel primo anno di vita

Nel tempo il legislatore è intervenuto per tutelare la donna che entro il primo anno di vita dalla nascita del suo bambino ha necessità di maggiore tutela dei suoi diritti.

Questa premessa ci aiuta a capire che cosa è il licenziamento volontario durante il primo anno di vita del bambino per legare il tema con il sussidio di disoccupazione chiamato Naspi, un’indennità in vigore da maggio 2015 che tra le altre cose regolamenta i periodi di malattia e maternità.

Se la mamma lavoratrice opta per un licenziamento volontario e presenta le sue dimissioni per maternità ha comunque diritto al sussidio di disoccupazione Naspi. Il periodo che però tutela la legge va dai 300 giorni prima della data presunta del parto della mamma e ha un limite che arriva fino al primo anno di vita del bambino.

Lo ha stabilito l’articolo 55 del Decreto Legislativo 151 del 2001.

Sussidio di maternità con licenziamento volontario: quando e come avviene

In quali casi la mamma lavoratrice può ricevere il sussidio di disoccupazione con il licenziamento volontario?

Se la donna si è dimessa durante il periodo in cui stava in maternità regolarmente pagata dall’Inps è possibile ritenere il licenziamento volontario come dimissioni per giusta causa.

Con tali dimissioni, una volta terminato il congedo di maternità, la donna può ricevere il sussidio di disoccupazione NASPI. 

60 comments

  1. Sara Emme 4 ottobre, 2016 at 11:23 Rispondi

    Solo per le piccola imprenditoria non si fa un tubo di niente se ti capita come me e rimani incinta lavori fino al giorno prima del parto e rinizia 2 settimane dopo e in più dopo un anno aspetti ancora che l inps ti mandi quella burla di maternità che ti spetta. Uno schifo nero questo paese

  2. Letizia Gianni 4 ottobre, 2016 at 14:09 Rispondi

    Io l ho fatto. .costretta dal mio datore di lavoro. .madre e donna. .mi godo il mio bimbo ma vedo sempre più lontana la possibilità di un lavoro. .quando diventi mamma sei solo un peso. .dovrebbe invece aiutarci. .

  3. Erika Benedettini 4 ottobre, 2016 at 14:18 Rispondi

    Io fatto a giugno per colpa della ditta che mi ha trasferito lontano …..per la somma e durata della naspi calcolano la media degli ultimi quattro anni lavorativi…io l ho per due anni retribuiti e va a scalare del 2% al mese a partire dal terzo mese retribuito

  4. Barbara Speranza 4 ottobre, 2016 at 21:14 Rispondi

    Scusate, ma davvero al giorno d’oggi esiste ancora gente che si licenzia per fare la casalinga? Io avrei una paura folle di non trovare un altro lavoro, senza contare che per molte persone licenziarsi significa rinuciare per sempre all’art. 18 vecchia formulazione.

  5. Monica Bianchini 5 ottobre, 2016 at 13:58 Rispondi

    io onestamente licenziata entro l anno del bambino. l INPS tutti questi ritardi non li ha mai avuti. pagata la maternità e la disoccupazione. non sempre comunque Barbara Speranza la gente si licenzia a volte come me è costretta proprio dal datore di lavoro a farlo.

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