"Non avrò un bullo in casa mia": la scelta di una mamma

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Punire il figlio di 12 anni, che si è comportato da bullo, con un post su Facebook.

Questa è stata l’originale trovata di una donna, Terri Day Evans, che usando il tag #Iwillnothavebullyinmyhouse (letteralmente, "non avrò un bullo in casa mia") ha reso pubblico quello che è successo.

Il ragazzino aveva intenzionalmente fatto cadere una compagna, pestandole i piedi così forte da romperle una scarpa. E il dramma era che questa bambina veniva da una scuola da dove era dovuta scappare per atti di bullismo.

Così la mamma ha deciso di passare alle maniere forti. E quindi ha chiesto al figlio, con i soldi del suo regalo di compleanno, di comprare alla ragazza un paio di scarpe nuove e un mazzo di fiori.

La rete si è divisa e così c’è chi dice che ha esagerato e chi dice che ha fatto bene.

Effettivamente da un lato parliamo di ragazzi di 12 anni, che ormai dovrebbero sapere cosa è bene e cosa è male. Ma è stata giusta questa umiliazione pubblica? E voi cosa ne pensate?

37 comments

    • Cristina Gridello 8 marzo, 2016 at 22:50 Rispondi

      In realtà l’articolo dice che con i soldi che ha ricevuto per il suo compleanno ha fatto comprare al figlio delle scarpe nuove e dei fiori alla ragazza che aveva maltrattato! Quindi sui social ha semplicemente condiviso la sua azione!

    • Romina Geminati 8 marzo, 2016 at 23:11 Rispondi

      Appunto! Quindi si affronta un problema così complesso “sbattendolo” sui social? Il genitore che si comporta peggio dei cyberbulli … mi sembra proprio una società malata … non c’è da stupirsi! Poi … troppo comodo da genitore scaricarsi la coscienza così … se un bambino arriva a tanto, mi chiederei dove ho sbagliato …

    • Patrizia Mereu 9 marzo, 2016 at 07:50 Rispondi

      Romina, io sono contraria alla spettacolarizzazione sui social, ma in questo caso la mamma potrebbe dare un segnale forte o altre mamme potrebbero prendere spunto da un’azione del genere. Anziché difendere il proprio figlio, capire che il figlio ha sbagliato e in qualche modo rimediare nei confronti della vittima. Siamo bombardati da notizie negative, che questa notizia invece mi da un barlume di speranza sul genere umano.

    • Romina Geminati 9 marzo, 2016 at 12:52 Rispondi

      A me no! A me preoccupa … ma che segnale dovrebbe dare? Potrebbe darlo collaborando con una rete: scuola, gruppo, gruppo classe, psicologo ecc. … nel mio paese alcune mamme hanno invitato uno psicologo (complimenti a loro per l’iniziativa !). Lui ha proprio parlato della famiglia disfunzionale, iperprotettiva … del fatto che non si rispetti più l’insegnante, si relativizzano i valori …e guarda un po’? Tutto ciò crea figli tiranni o bulli … e ha anche affrontato il tema dei social … ma quando una mamma pubblica una cosa del genere, molto complessa e delicata, anziché cercare il dialogo o anziché cercare di risolvere la questione in profondità, che conclusioni dovremmo trarre? A me tutto ciò mette tristezza e ripeto: forse se il bambino è o si comporta da bullo, qualche motivo c’è …

    • Patrizia Mereu 9 marzo, 2016 at 19:09 Rispondi

      Mah Romina, questa signora è americana e certe dinamiche sono molto diverse rispetto all’Italia e il tema bullismo è molto più sentito. Quindi di sicuro tutte le reti di supporto penso proprio che ci siano, e non vanno a contraddire e non sono resi vane da ciò che questa mamma ha deciso di rendere pubblico.

  1. Milena Saracino 9 marzo, 2016 at 00:20 Rispondi

    Non ha esagerato … Ha risposto ad una umiliazione pubblica con altrettanta umiliazione pubblica…. Così almeno avrà capito come si sarà sentita la compagna di scuola!
    Basta difenderli! Ormai per la nuova generazione tutto è normale anche uccidere perché dietro c’è chi li difende e qst non è voler bene!!!

  2. SaraGhilla LucaPux 9 marzo, 2016 at 13:51 Rispondi

    Per me ha fatto bene… social o non social! I ragazzini si sentono in diritto di fare qualsiasi cosa… tanto mamma e papà mi difendono e mi proteggono …e invece stavolta la mamma ha scelto di far capire al figlio cosa vuol dire essere umiliati di fronte a tutta la scuola… io farei uguale!

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