13 febbraio, giornata della raccolta farmaci

Salari sempre più bassi, crisi occupazionale e aumento del costo della vita sono tre ingredienti che, messi insieme, sono riusciti a mettere KO una larga fetta della popolazione italiana. Se dopo aver eliminato i vizi, il superfluo e le cose che avanzano il budget familiare ancora non quadra, è inevitabile puntare la scure dei tagli sui fondi destinati alla cura della propria salute.

Secondo i dati ISTAT a riguardo, sono più di 4 milioni le persone che non possono permettersi di acquistare nemmeno i farmaci da banco; accanto ai senzatetto, ci sono famiglie in difficoltà economiche che, dopo aver lesinato su molte spese, sono costrette a non acquistare articoli essenziali come disinfettanti, cerotti e antiinfiammatori per se’ e per i propri figli.

Per venire incontro a queste situazioni di disagio, dal 2000, viene promossa la raccolta farmaci da banco nelle farmacie aderenti all’iniziativa che, appunto, si chiama “Giornata di raccolta dei farmaci”.

L’ente promotore è Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, insieme con Federfarma, Aifa, Fofi, Cdo e con il Patronato della Presidenza della Repubblica; le farmacie aderenti sono quasi 4000 in tutta Italia. Per dare un’idea, in 15 anni di attività, la Giornata di raccolta dei farmaci ha raccolto e donato circa 3,75 milioni di farmaci, con un valore complessivo di 22 milioni di €. Lo scorso anno la richiesta di farmaci è stata aumentata del 6,4%, con una percentuale del 22% di minorenni bisognosi.

Insomma, se domani vi capita di andare in farmacia, non esitate ad acquistare un farmaco da banco per chi ne ha bisogno: dai pannolini alle aspirine sono davvero tante le cose che ci sembra scontato avere a disposizione quando ne abbiamo necessità e che, invece, per molti nostri connazionali rappresentano un bene di lusso…

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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