Mani screpolate addio, mi faccio la crema eco bio

Con la brutta stagione uno dei problemi più fastidiosi è quello delle mani secche che si screpolano. Se poi aggiungiamo le faccende di casa che il più delle volte facciamo senza guanti ecco che il danno è fatto. Purtroppo in molti casi non si tratta solo di mani secche, ma che si screpolano con la conseguenza di micro lesioni dolorose che possono anche sanguinare. I piccoli taglietti che si creano, soprattutto in prossimità delle pieghe, sono molto difficili da far cicatrizzare e, per quanto minuscoli, fanno molto male. Per non parlare del fastidio che si prova nel sentire le mani che si impigliano nelle fibre dei maglioni o di altri tessuti.

Corriamo quindi ai ripari con una crema lenitiva e nutriente, ma se non vogliamo litigare con gli INCI pieni di prodotti dalla bontà discutibile, auto produciamo la nostra crema per le mani. Tutto quello che ci occorre è facilmente reperibile nei negozio bio o nelle erboristerie, a mali estremi potremo sempre fare un ordine sul web. Procuriamoci del burro di karitè, circa 50 grammi, dell’oleolito di iperico, meglio se lo abbiamo fatto da noi, circa 30 grammi, olio di mandorle dolci, 20 grammi.

Mettiamo tutti gli ingredienti in un recipiente e frulliamo col frullatore a immersione, ovviamente utilizziamone uno specifico che poi non riutilizzeremo con i cibi. Amalgamiamo e mettiamo il composto in un vasetto, meglio se di vetro bruno. Possiamo conservarla per diversi mesi, anche in frigo, purché nn la si esponga alla luce e al caldo. Basterà una piccola quantità di prodotto da spalmare con un delicato massaggio tutti i giorni, anche più volte al giorno L’oleolito di iperico ha un forte potere cicatrizzante e il burro do karitè e l’olio di mandorle dolci nutrono in profondità, in pochi giorni le nostre mani torneranno perfette.

Elisabetta Pinna
Elisabetta Pinna

Web copy-writer freelance, viaggiatrice, scrittrice di reportage di viaggio e fotografa. Laureata in lingue, un master in comunicazione. Vivo a Roma col mio compagno e il nostro cucciolo di 17 mesi. Prima del bambino non ero sicuramente una persona troppo attenta al mondo bio, ma dalla gravidanza in poi mi sono avvicinata a questa che io definisco una vera filosofia. Non do praticamente nulla di industriale a mio figlio. Pratico un maternage ad alto contatto e cerco sempre di dare una seconda vita agli oggetti che entrano nel mio percorso.

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