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03/09/2026
A Torino un uomo di 42 anni è indagato per violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza minorenne, in relazione a un episodio avvenuto in un minimarket del quartiere Madonna di Campagna. Dopo due notti in carcere, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma, anziché la custodia cautelare chiesta dalla Procura.
L’indagine e la segnalazione della madre
Secondo la contestazione della Procura, l’episodio sarebbe avvenuto all’interno dell’esercizio commerciale dove l’uomo lavorava. La ragazza, una volta rientrata a casa, ha raccontato quanto sarebbe accaduto alla madre, che si è rivolta alle forze dell’ordine.
Nell’ambito degli accertamenti, gli investigatori stanno valutando anche un ulteriore presunto episodio che avrebbe coinvolto un’altra donna nello stesso minimarket, circa 40 minuti prima. La donna non ha presentato denuncia e, al momento, non risulta identificata. Gli elementi raccolti, comprese le immagini della videosorveglianza, rientrano nelle verifiche in corso.
La misura cautelare decisa dal gip
La Procura aveva chiesto che l’indagato restasse in carcere, richiamando il rischio di reiterazione di reati della stessa specie. Il gip ha invece disposto l’obbligo di firma presso il commissariato individuato dall’autorità.
Tra gli elementi valutati dal giudice, secondo quanto emerso, figurano l’assenza di precedenti penali e la collaborazione dell’uomo con gli investigatori, inclusa la consegna dei filmati delle telecamere. Durante l’udienza di convalida, il 42enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La misura cautelare non chiude il procedimento: le contestazioni mosse dalla Procura dovranno essere esaminate nelle successive fasi dell’indagine e dell’eventuale processo.
L’invio degli ispettori disposto da Nordio
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto l’invio di ispettori al Tribunale di Torino per acquisire gli elementi utili sulla decisione. Il ministro ha precisato che la scelta del gip rientra nell’autonomia e nell’indipendenza della magistratura, ambiti sui quali il governo non può interferire, richiamando al tempo stesso l’eccezionalità del caso e l’allarme suscitato.
Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva-Casa Riformista, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia. La senatrice ha contestato la scarcerazione alla luce delle accuse e del secondo presunto episodio oggetto di accertamenti.
Per famiglie e scuola il punto concreto resta quello di una vicenda che riguarda una minorenne e che è ancora in fase di verifica giudiziaria: gli ispettori ministeriali sono stati incaricati di acquisire valutazioni sulla misura adottata dal gip, nel rispetto dell’autonomia della magistratura.

