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03/09/2026
La Lombardia ha anticipato al 1° settembre 2026 la campagna gratuita contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), con un mese di anticipo rispetto alle stagioni precedenti.
La protezione, offerta per il terzo anno consecutivo, riguarda i neonati nati dal 1° aprile 2026 e viene effettuata attraverso un anticorpo monoclonale. L’adesione resta volontaria e richiede il consenso dei genitori.
Perché la campagna riguarda i primi mesi di vita
Il VRS è molto diffuso e nei bambini più grandi e negli adulti può provocare sintomi simili a quelli di un raffreddore. Nei neonati e nei lattanti, invece, può interessare le basse vie respiratorie ed è tra le principali cause di bronchiolite.
La maggiore vulnerabilità nei primi mesi rende importante intervenire prima della stagione in cui la circolazione del virus aumenta.
La Regione ha scelto quindi di anticipare l’avvio della campagna, che negli anni precedenti cominciava il 1° ottobre, per offrire la protezione prima dell’arrivo dei mesi più freddi.
Non è un vaccino: come funziona la protezione
L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato che non si tratta di una vaccinazione, ma di un’immunizzazione passiva. L’anticorpo monoclonale fornisce direttamente al neonato anticorpi capaci di contrastare il virus, senza stimolare l’organismo a produrli autonomamente.
La protezione può così essere disponibile rapidamente, un elemento rilevante per i bambini molto piccoli in vista della stagione del VRS.
Per i neonati che nasceranno dal 1° settembre, l’anticorpo potrà essere somministrato direttamente in ospedale o in clinica. I bambini nati tra il 1° aprile e il 31 agosto potranno invece essere contattati dal pediatra di famiglia e ricevere la protezione dal pediatra o nelle strutture sanitarie pubbliche.
Adesione alta e calo dei ricoveri
Nella stagione precedente oltre il 90% dei neonati lombardi ha ricevuto l’anticorpo monoclonale. La Regione riferisce che all’elevata adesione si è associata una forte diminuzione degli accessi al Pronto soccorso e dei ricoveri per patologie legate al VRS, comprese le forme trattate in terapia intensiva.
Prima dell’introduzione dell’immunizzazione universale, in Lombardia si registravano più di 3.500 ricoveri e costi vicini ai 15 milioni di euro, ha spiegato Bertolaso.
L’assessore ha inoltre ricordato che la Lombardia è stata tra le prime Regioni a offrire gratuitamente questa protezione a tutti i neonati della fascia interessata. Secondo Bertolaso, l’iniziativa lombarda e i risultati ottenuti hanno preceduto il successivo finanziamento di una campagna nazionale da parte del Ministero della Salute.
Per le famiglie, il passaggio concreto è l’anticipo della campagna al 1° settembre: una finestra pensata per rendere disponibile l’immunizzazione ai neonati prima della stagione di maggiore circolazione del virus.




