Spese scolastiche: cosa si può detrarre, scadenze, importi

Spese scolastiche nel 730/2026: tetto di 1.000 euro per figlio, detrazione del 19%, costi ammessi, pagamenti tracciabili e documenti.

Nel modello 730/2026 si possono indicare le spese di istruzione non universitaria pagate nel 2025 per i figli o altri familiari fiscalmente a carico.

Il limite massimo è salito a 1.000 euro per ciascun alunno o studente: la detrazione IRPEF è del 19%, per un risparmio teorico fino a 190 euro a figlio. Vediamo quali costi rientrano, quali restano esclusi e come preparare correttamente i documenti.

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730/2026: quali spese scolastiche si dichiarano

Il 730/2026 riguarda le spese sostenute, cioè effettivamente pagate, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Conta quindi la data del pagamento, non quella di frequenza della scuola o di svolgimento del servizio.

Importo massimo: 1.000 euro per ogni studente

Per le spese di frequenza di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, il tetto di spesa detraibile è di 1.000 euro per ciascun alunno o studente. Su questa cifra si applica la detrazione del 19%.

  • Spesa ammessa fino a 1.000 euro: detrazione massima teorica di 190 euro.
  • Spesa di 650 euro: detrazione teorica di 123,50 euro.
  • Spesa di 1.250 euro per lo stesso figlio: ai fini del calcolo si considerano al massimo 1.000 euro.
  • Con due figli, il limite è distinto: fino a 1.000 euro per il primo e fino a 1.000 euro per il secondo.

Non è un rimborso erogato dalla scuola: la detrazione riduce l’IRPEF dovuta. L’importo effettivamente fruibile può dipendere dalla capienza dell’imposta e dalle regole fiscali applicabili al reddito del contribuente.

Scuole comprese nell’agevolazione

L’agevolazione riguarda la frequenza di istituti del sistema nazionale di istruzione, statali e paritari, per i seguenti percorsi:

  • scuola dell’infanzia;
  • scuola primaria;
  • scuola secondaria di primo grado;
  • scuola secondaria di secondo grado.

Quali spese scolastiche sono detraibili

Nel massimale annuo di 1.000 euro per studente possono rientrare le somme collegate alla frequenza scolastica, se adeguatamente documentate. In particolare, sono normalmente comprese:

  • tasse di iscrizione e di frequenza;
  • servizio di mensa scolastica, anche se gestito dal Comune o da un soggetto esterno;
  • servizi di pre-scuola, post-scuola e assistenza al pasto;
  • gite e viaggi di istruzione organizzati dalla scuola;
  • assicurazione scolastica richiesta dall’istituto;
  • contributi richiesti per servizi o attività riconducibili alla frequenza e all’offerta formativa della scuola.

Quando il pagamento è effettuato a un Comune, a una cooperativa o a un altro gestore, è utile avere anche un’attestazione che colleghi l’importo al servizio scolastico e al nome dell’alunno.

Spese che non rientrano nel tetto di 1.000 euro

Non tutte le spese affrontate durante l’anno scolastico danno diritto alla detrazione per istruzione non universitaria. In linea generale restano escluse:

  • libri di testo, dizionari, quaderni, cancelleria e materiale didattico;
  • zaini, astucci, computer e altri strumenti acquistati dalla famiglia;
  • ripetizioni e lezioni private;
  • corsi extrascolastici non organizzati dalla scuola nell’ambito della propria offerta formativa;
  • spese di trasporto scolastico e abbonamenti per raggiungere la scuola, che seguono regole diverse e non rientrano in questa detrazione.

Come dividere la detrazione tra i genitori

La detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa per il figlio fiscalmente a carico.

Se entrambi i genitori hanno pagato, possono ripartire l’onere secondo le quote rimaste effettivamente a carico di ciascuno, senza superare complessivamente il limite di 1.000 euro per lo stesso studente.

Per evitare duplicazioni, è consigliabile annotare sulla ricevuta o conservare una nota condivisa con la percentuale attribuita a ciascun genitore. Se, per esempio, la spesa ammessa per un figlio è di 900 euro e viene divisa al 50%, ciascun genitore indicherà 450 euro, se entrambi hanno diritto alla detrazione.

Pagamento tracciabile e documenti da conservare

Per le spese scolastiche detraibili al 19% è richiesto il pagamento con strumenti tracciabili.

Sono esempi di modalità idonee il bonifico bancario o postale, la carta di debito o credito, il bollettino, l’addebito su conto e PagoPA. Il pagamento in contanti non consente di ottenere la detrazione.

  • ricevuta, fattura o attestazione della scuola, del Comune o del gestore del servizio;
  • prova del pagamento tracciabile, come contabile del bonifico, ricevuta PagoPA o estratto conto;
  • nome e cognome dell’alunno, quando non già desumibile dalla documentazione;
  • causale che renda riconoscibile il servizio pagato, soprattutto per mensa, pre/post scuola e gite;
  • eventuale ripartizione della spesa tra i genitori.

I documenti vanno conservati anche dopo l’invio della dichiarazione, per poterli esibire in caso di controllo. Una cartella, digitale o cartacea, dedicata a ogni figlio aiuta a verificare il totale prima della compilazione.

Dove indicare le spese nel modello 730

Le spese per istruzione diverse da quelle universitarie sono indicate nel Quadro E del 730, tra gli oneri detraibili, con il codice previsto dalle istruzioni del modello per questa tipologia di spesa. Per più figli o più voci può essere necessario utilizzare righi distinti, mantenendo separati i totali riferiti a ciascun alunno.

Nel 730 precompilato alcune spese potrebbero essere già presenti, ma non è detto che siano complete: mensa, servizi comunali e attività gestite da soggetti terzi possono non risultare automaticamente. Prima dell’invio occorre confrontare gli importi con ricevute e attestazioni, correggendo eventuali dati mancanti o inesatti.

Asilo nido e università: regole separate

L’asilo nido non rientra nel limite di 1.000 euro previsto per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Le rette per asili nido pubblici e privati autorizzati hanno una disciplina autonoma, con un tetto di spesa detraibile di 632 euro per figlio e una detrazione del 19%.

Non si può ottenere un doppio beneficio sulla stessa quota di spesa se è stata già rimborsata o coperta da contributi pubblici.

Anche le spese universitarie seguono regole proprie: per le università statali, in genere, sono detraibili le tasse e i contributi pagati; per gli atenei non statali si applicano limiti specifici fissati annualmente. Vanno quindi tenute separate dalle spese scolastiche dei figli più piccoli.

Attenzione ai redditi più alti

La detrazione del 19% può ridursi in presenza di redditi complessivi elevati.

Inoltre, dal periodo d’imposta 2025 sono previste regole di limite complessivo per alcune detrazioni dei contribuenti con reddito superiore a determinate soglie. Le spese scolastiche possono concorrere a tali limiti: nelle situazioni familiari più complesse è prudente verificare il calcolo nelle istruzioni ufficiali del 730 o con un professionista abilitato.

Checklist prima di inviare il 730/2026

  • Considera soltanto gli importi pagati nel 2025.
  • Calcola il totale separatamente per ogni figlio o studente.
  • Non superare 1.000 euro di spesa ammessa per ciascun alunno.
  • Escludi libri, zaini, cancelleria, ripetizioni e trasporti.
  • Verifica che ogni pagamento sia tracciabile.
  • Conserva ricevuta del servizio e prova del pagamento.
  • Controlla gli importi inseriti nel 730 precompilato prima di accettarlo o modificarlo.
  • Verifica la corretta ripartizione se la spesa è stata sostenuta da entrambi i genitori.

Domande frequenti sulle spese scolastiche nel 730/2026

Il limite di 1.000 euro vale per famiglia?

No. Il limite è riferito a ciascun alunno o studente. Una famiglia con due figli può quindi considerare fino a 2.000 euro di spesa complessiva, sempre nel rispetto delle altre condizioni previste.

La mensa scolastica è detraibile?

Sì, la mensa rientra tra le spese di istruzione non universitaria. Occorrono documentazione del servizio e pagamento tracciabile, anche quando il gestore è il Comune o una società incaricata.

Posso detrarre le gite scolastiche?

Le gite e i viaggi di istruzione organizzati dalla scuola possono rientrare nella detrazione, all’interno del limite complessivo di 1.000 euro per lo studente. Conserva la ricevuta con una causale chiara e la prova del pagamento tracciabile.

Libri e materiale scolastico sono detraibili?

No, l’acquisto di libri, quaderni, penne, zaini e materiale scolastico non rientra nella detrazione per le spese di frequenza scolastica.

Qual è la scadenza per recuperare le spese scolastiche?

Le spese sostenute nel 2025 si indicano nel modello 730/2026 o nel modello Redditi PF 2026. Il termine del modello Redditi PF è ordinariamente il 31 ottobre, salvo slittamento al primo giorno lavorativo utile se cade in giorno festivo o non lavorativo.

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