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09/09/2026
L’amministrazione Trump sta elaborando una proposta sostenuta dal vicepresidente J.D. Vance per destinare 9mila dollari l’anno ad alcune coppie sposate in cui un genitore si occupa dei figli a casa. Il piano utilizzerebbe risorse oggi destinate all’assistenza per l’infanzia e riguarderebbe i nuclei che rispettano specifici requisiti di reddito. La misura non è ancora approvata e riapre il confronto sul modello di famiglia sostenuto dal welfare statunitense.
Come funzionerebbe il sussidio
La proposta modificherebbe le regole del Child Care and Development Fund, il fondo federale da circa 12 miliardi di dollari creato negli anni Novanta per aiutare le famiglie a pagare l’asilo nido e altri servizi di cura. Il programma finanzia oggi l’assistenza per circa 1,3 milioni di bambini fino a 13 anni.
La nuova possibilità di sostegno sarebbe aperta alle coppie sposate che rientrano nelle fasce di reddito previste. Per accedervi, uno dei due genitori dovrebbe lavorare almeno 35 ore alla settimana, mentre l’altro resterebbe a casa a occuparsi del figlio. La modifica introdurrebbe quindi nel fondo anche un contributo per la cura svolta direttamente da un genitore.
Quali famiglie rientrerebbero nella misura
Le coppie non sposate non rientrerebbero nella forma di sostegno delineata dalla bozza. Ne resterebbero esclusi anche i genitori single che non lavorano. Si tratta di condizioni diverse da quelle del programma già esistente, che è rivolto alle famiglie che necessitano di assistenza all’infanzia per lavorare o studiare.
Circa l’80% delle 870mila famiglie che ricevono attualmente questi aiuti è composto da genitori single lavoratori, soprattutto madri. Se non fossero stanziate nuove risorse, l’ingresso delle famiglie monoreddito potrebbe ridurre i fondi disponibili per chi deve sostenere il costo di un nido o di altri servizi per poter lavorare o studiare.
Il cambiamento potrebbe incidere anche sulle strutture per l’infanzia: un calo delle iscrizioni, secondo le preoccupazioni emerse nel dibattito, potrebbe spingere alcuni servizi ad aumentare le tariffe o a chiudere.
Via libera della Casa Bianca e consultazione pubblica
La modifica delle regole di assegnazione del fondo potrebbe essere introdotta senza un voto del Congresso. La bozza deve però ricevere l’approvazione definitiva della Casa Bianca e passare attraverso una consultazione pubblica. I primi sussidi, se il progetto andrà avanti, potrebbero quindi arrivare non prima del prossimo anno.
La proposta viene accostata al Project 2025 e alla posizione espressa in più occasioni da Vance, favorevole alla cura dei bambini in casa rispetto al ricorso agli asili nido. In vista delle elezioni di midterm, il provvedimento potrebbe inoltre rivolgersi alle cosiddette “soccer moms”, espressione usata per indicare donne bianche sposate dei sobborghi americani, considerate un segmento elettorale rilevante per i Repubblicani.
Per le famiglie, il punto concreto resta la distribuzione delle risorse: il nuovo contributo alle coppie con un genitore a casa dovrebbe convivere con gli aiuti necessari ai genitori lavoratori che dipendono dai servizi per l’infanzia.




