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11/09/2026
La campagna “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha superato le 500 mila firme necessarie per chiedere un referendum abrogativo sulla legge 104/2026, che ha introdotto nuove regole per le attività dedicate all’educazione sessuo-affettiva. Le sottoscrizioni, online e cartacee, sono state raccolte in poco più di un mese. Secondo i promotori Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, saranno depositate alla Corte di Cassazione alla fine del mese: solo dopo il deposito inizieranno i controlli previsti, prima della Cassazione e poi della Corte costituzionale.
Che cosa prevede oggi la legge 104
Entrata in vigore il 7 luglio, la normativa stabilisce regole diverse in base all’età degli studenti. Nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria vieta le attività didattiche che abbiano per oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, invece, i percorsi di educazione sessuo-affettiva richiedono un consenso informato, preventivo e scritto dei genitori. Se lo studente è maggiorenne, il consenso spetta direttamente a lui o a lei. La richiesta deve arrivare alle famiglie almeno una settimana prima e indicare contenuti, obiettivi del percorso ed eventuali esperti coinvolti. I genitori possono inoltre chiedere di vedere in anticipo i materiali didattici.
La legge distingue anche tra attività extracurricolari e iniziative di ampliamento dell’offerta formativa. Nel primo caso, lo studente che non ha l’autorizzazione non partecipa al corso; nel secondo, la scuola deve predisporre un’attività alternativa.
Il quesito e le posizioni dei promotori
Il referendum punta ad abrogare integralmente la legge 104/2026. Se il quesito dovesse superare i controlli e il sì prevalesse al voto, non entrerebbero automaticamente in vigore nuove norme: verrebbe meno la disciplina approvata e si tornerebbe al quadro precedente.
Marrazzo e Zela hanno definito la raccolta un traguardo raggiunto dal basso e hanno invitato a proseguire le sottoscrizioni. I promotori propongono di riportare questi temi nella progettazione autonoma degli istituti, attraverso i Piani triennali dell’offerta formativa, con percorsi adeguati alle diverse fasce d’età e condivisi dalla comunità scolastica.
La FLC CGIL sostiene l’iniziativa e contesta i vincoli introdotti dalla legge, che secondo il sindacato possono rendere più difficile costruire interventi coerenti con le esigenze delle singole scuole. Per la FLC CGIL, parlare di corpo, emozioni, relazioni, consenso e rispetto fa parte del percorso formativo e non dovrebbe essere considerato un’attività accessoria.
Le richieste degli adolescenti
Il dibattito coincide con i risultati dell’indagine del progetto “Anlaids incontra studenti e studentesse”, che durante l’anno scolastico 2025/2026 ha coinvolto 100 scuole in sette regioni, per due terzi licei. Quattro adolescenti su dieci hanno indicato il desiderio di approfondire la sessualità nelle sue dimensioni riproduttiva e relazionale.
Tra i temi richiesti compaiono la gestione delle emozioni e dei sentimenti, indicata dal 29,9% dei partecipanti; il consenso e il rispetto di sé, degli altri e delle diversità, al 17%; le differenze tra sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale, all’11,1%. Considerando insieme emozioni, relazioni, consenso e rispetto, la richiesta riguarda quasi il 47% dei rispondenti.
Di fronte a un problema affettivo o sessuale, gli adolescenti indicano soprattutto gli amici, al 32,4%, e le madri, al 25%. Il 32,5% dichiara inoltre preoccupazioni legate al sesso, in particolare per gravidanze indesiderate, infezioni sessualmente trasmesse e senso di inadeguatezza.
Per famiglie e scuole, il punto concreto resta quindi l’applicazione delle regole oggi in vigore. L’eventuale consultazione elettorale dipenderà invece dal deposito delle firme e dai successivi vagli di Cassazione e Corte costituzionale.




