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Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.
09/10/2026
Per affrontare l’obesità tra bambini e adolescenti, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) distingue i percorsi in base all’età. Tra 0 e 9 anni non raccomanda farmaci, chirurgia bariatrica o dispositivi per la perdita di peso. Tra 10 e 19 anni, invece, i farmaci approvati possono essere presi in considerazione solo se un programma supervisionato, che interviene su più aspetti dello stile di vita, non ha raggiunto i risultati desiderati.
Un fenomeno in crescita tra i minori
Nel 2024, secondo l’OMS, 170 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni convivevano con l’obesità: 70 milioni avevano tra 5 e 9 anni e 100 milioni tra 10 e 19. Dal 1990 al 2022 la quota globale di persone con obesità in questa fascia d’età è quadruplicata, passando dal 2% all’8%. L’OMS considera l’obesità una forma di malnutrizione e una condizione cronica e recidivante, con possibili effetti sulla salute e sul benessere.
Le raccomandazioni mettono al centro interventi strutturati sull’alimentazione, sull’attività fisica e sul comportamento, organizzati individualmente oppure all’interno di un programma che combina più interventi. La cura, dunque, non coincide con la sola perdita di peso: deve tenere conto della persona e delle sue esigenze nelle diverse età.
Quando si possono valutare i farmaci negli adolescenti
Per gli adolescenti, la condizione posta dall’OMS è che un programma multimodale di modifica dello stile di vita, svolto sotto supervisione, non abbia dato i risultati attesi. Il percorso combina interventi sull’alimentazione, sul movimento e sui comportamenti: i medicinali approvati non sono quindi presentati come una risposta generalizzata all’obesità.
Anche la chirurgia bariatrica può essere presa in considerazione per gli adolescenti, ma solo in condizioni rigorose e in presenza di obesità grave. Gli interventi di salute digitale, invece, sono raccomandati a determinate condizioni e con la supervisione di un genitore o tutore.
Per Luz María De Regil, direttrice del Dipartimento di Nutrizione e Sicurezza Alimentare dell’OMS, il fondamento della cura non è la medicina o la chirurgia, ma un supporto completo che favorisca un’alimentazione sana, l’attività fisica e cambiamenti duraturi nel comportamento.
Salute mentale e ambienti favorevoli
L’OMS richiama l’attenzione anche sulla salute mentale. Ansia, depressione e bassa autostima possono contribuire a comportamenti alimentari problematici, inattività e isolamento. Allo stesso tempo, discriminazione e bullismo legati all’obesità possono danneggiare il benessere emotivo di bambini e adolescenti.
Accanto ai percorsi di cura, l’organizzazione sollecita politiche che rendano le diete sane e l’attività fisica più accessibili ed economiche, con misure che coinvolgano anche istruzione, pianificazione urbana, trasporti e protezione sociale. Per le famiglie, il nodo resta un’assistenza attenta non soltanto al peso, ma anche al benessere complessivo e alle esigenze di bambini e adolescenti.
Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.




