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15/10/2026
Alla scuola primaria, secondo Giuseppe Valditara, lettura, scrittura e attività su carta devono avere la priorità sull’uso dello smartphone.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito lo ha sostenuto il 14 ottobre 2026 a Palermo, durante l’apertura degli Stati Generali dell’Istruzione.
Ha collegato il richiamo alle competenze di base alla sfida dell’intelligenza artificiale: per usare le nuove tecnologie con consapevolezza, ha detto, occorre prima sviluppare quelle capacità.
Alla primaria, prima le competenze fondamentali
La formula scelta da Valditara è stata netta: «Via lo smartphone. Libro, carta e penna».
Il riferimento riguarda la scuola primaria e l’importanza di esercitare direttamente lettura, comprensione e scrittura.
Il ministro non ha presentato queste parole come una nuova norma né come un rifiuto generale delle tecnologie: ha distinto tra l’uso degli strumenti digitali e la costruzione delle competenze necessarie per utilizzarli.
Comprendere un testo, formulare un ragionamento e padroneggiare il linguaggio restano, nella sua impostazione, abilità centrali anche in una scuola che si confronta con strumenti avanzati.
Valditara ha richiamato la necessità di dare spazio a grammatica e sintassi fin dai primi anni, parlando di una «cultura della regola» e criticando lo spontaneismo espressivo. La padronanza della lingua, ha sostenuto, aiuta a comunicare con precisione e a sviluppare il pensiero.
Intelligenza artificiale, matematica e percorsi formativi
L’intelligenza artificiale è stata uno dei temi dell’intervento.
Per Valditara, la scuola deve prepararsi a questa trasformazione senza affidare alla tecnologia capacità che gli studenti devono imparare a esercitare in autonomia. Anche per gli insegnanti si pone la questione di come integrare i nuovi strumenti nella didattica senza indebolire le basi che permettono di comprenderne e valutarne i risultati.
Il ministro ha parlato inoltre di una «rivoluzione della matematica»: un insegnamento che parta dall’osservazione della realtà per arrivare ai concetti teorici e coinvolga anche chi non si sente portato per la materia. Ha richiamato la filiera tecnologico-professionale 4+2 come collegamento tra formazione, competenze tecniche e mondo del lavoro, da valorizzare accanto agli altri percorsi.
Dispersione scolastica in Sicilia: i dati citati dal ministro
Valditara ha riferito che la dispersione scolastica esplicita in Sicilia sarebbe scesa dal 18,8% del 2022 al 13,7% del 2025.
Per il 2026 ha indicato una possibile ulteriore diminuzione, fino a circa il 12%: una previsione, non un risultato già registrato. Ha citato anche il calo della dispersione implicita, dal 16% al 9,2%.
Il ministro ha collegato questi progressi agli investimenti per l’istruzione nell’Isola: oltre 2,1 miliardi di euro stanziati dal 2022, di cui più di 1,150 miliardi destinati all’edilizia scolastica, secondo quanto ha dichiarato a Palermo. Richiamando le rilevazioni internazionali, ha sostenuto che gli studenti italiani abbiano raggiunto risultati pari a quelli finlandesi in lingua, matematica e scienze.
Per le famiglie con bambini alla primaria, il punto dell’intervento resta la priorità indicata da Valditara: esercitare lettura, comprensione e scrittura con libro, carta e penna, mentre la scuola si confronta con le nuove tecnologie.




