Aggressività materna: quali sono le cause più recondite?

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Oggi parliamo di un argomento scomodo, che disturba: accanto alla figura idealizzata di madre amorevole e perfetta ricca d’istinto materno, che la società ci ha abituato ad aspettarci, ci sono madri poco accudenti, madri fredde, madri che si mettono in competizione e pesano in maniera patologica sulla vita dei figli, e in particolare delle femmine.

Immaginate la scena: negozio di abbigliamento. Mamma curatissima osserva bambina di 6-7 anni con un abitino, per poi ordinarle in maniera sprezzante di toglierlo, perché è troppo grassa per portarlo. Davanti a tutti. Cosa ci sarà nel futuro di quella ragazzina?

L’ aggressività materna, e non parliamo dello strillo verso la figlia che ha dipinto tutto il muro o sta facendo bungee jumping dal divano, ha lo scopo inconscio di riscattare ai propri occhi la madre stessa da un passato di trascuratezza, e di rendere più forte il proprio ruolo nella famiglia.

La madre si sente in colpa verso la figlia (e in genere si tratta di madri che avrebbero preferito non avere figlie femmine) ma non può fare a meno di avere un comportamento distruttivo nei suoi confronti. E non parliamo tanto di violenze fisiche, ma di quelle più terribili e che lasciano segni indelebili, le violenze psicologiche. Così la figlia riceverà ogni giorno il suo torrente di critiche: non sarà mai abbastanza bella, abbastanza brava, abbastanza intelligente. Se per caso fosse davvero ad esempio molto bella, questa caratteristica verrà vista dalla madre come un problema: niente vestiti, né gonne, niente tacchi né trucco.

Queste madri “potenti” si portano sulle spalle rapporti con madri a loro volta fredde, aggressive, invidiose. Davanti alle figlie che crescono, si snodano 4 strade: continuare la via materna e intrappolare la futura figlia nello stesso meccanismo malato. Oppure costruire una struttura falsamente propositiva, che però non riesce a staccarsi dalle dinamiche familiari. Magari può riuscire a rendersi conto della patologica situazione materna, ma cercherà in maniera fallimentare di ricreare altri rapporti di complicità femminile.

Alcune, le più forti e consapevoli, potranno interrompere questo circuito parlandone con la madre stessa, anche se le possibilità di successo sono limitate: non bisogna dimenticare che, anche se dovesse cambiare qualcosa, non esiste una macchina del tempo capace di restituire un’infanzia negata.

 

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