Arsenico e piombo negli alimenti per bambini: il Texas fa causa a Nestlé e Gerber

La procura texana contesta a Gerber e Nestlé le rassicurazioni sui controlli degli alimenti per bambini. Nel mirino anche la differenza tra le analisi degli ingredienti e quelle dei prodotti finiti.

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15/10/2026

Arsenico e piombo negli alimenti per bambini sono al centro della causa annunciata il 14 ottobre dal procuratore generale del Texas Ken Paxton contro Gerber Products Company e Nestlé USA. Secondo la procura, le aziende avrebbero ingannato i genitori sulla sicurezza dei prodotti. L’azione legale riguarda anche le rassicurazioni sui controlli: le analisi aziendali avrebbero rilevato metalli pesanti in alcuni ingredienti senza che le famiglie fossero informate in modo adeguato.

Le accuse sui metalli pesanti

La contestazione si concentra su ingredienti utilizzati tra il 2017 e il 2019. Stando alla procura texana, 67 lotti di farina di riso contenevano arsenico a livelli superiori di oltre nove volte al limite federale previsto per l’acqua imbottigliata. Nelle carote impiegate per le preparazioni sarebbero stati riscontrati livelli di cadmio fino a 17 volte superiori allo stesso parametro; nelle patate dolci, il piombo avrebbe raggiunto concentrazioni quasi dieci volte maggiori.

Il riferimento ai limiti per l’acqua imbottigliata è un confronto riportato nell’atto, non un limite generale per gli alimenti per bambini. Il punto centrale della causa è il presunto scarto tra i risultati delle analisi e la comunicazione ai consumatori: Gerber avrebbe continuato a presentare i prodotti come sicuri e attentamente controllati senza rendere note le criticità contestate.

Nel mirino anche le modalità dei controlli

Secondo la procura, per gran parte del periodo esaminato Gerber verificava alcuni ingredienti, ma non sottoponeva sistematicamente ad analisi il prodotto finito, quello acquistato e consumato dai bambini. Anche i controlli sul mercurio sarebbero stati poco frequenti. La causa, presentata in base alla legge texana sulle pratiche commerciali ingannevoli, contesta quindi non solo la presenza di contaminanti, ma anche il modo in cui l’azienda avrebbe descritto la sicurezza dei prodotti.

L’azione riporta l’attenzione su un’inchiesta del Congresso statunitense del 2021, che aveva esaminato la presenza di arsenico, piombo, cadmio e mercurio negli alimenti industriali per l’infanzia. La documentazione della nuova causa richiama inoltre due campioni di cereali di riso Gerber che, secondo la procura, nel 2021 superarono il livello di riferimento fissato dalla Food and Drug Administration per l’arsenico inorganico nei cereali di riso destinati ai bambini.

La replica di Nestlé

Nestlé respinge le accuse e le definisce infondate. Una portavoce sostiene che i prodotti Gerber rispettano le norme statunitensi e sono controllati per oltre 500 sostanze tossiche e contaminanti; l’azienda afferma inoltre che alcune verifiche superano i requisiti di legge. Il gruppo ricorda che i metalli pesanti possono essere presenti naturalmente nell’ambiente e assorbiti dalle piante, e sostiene che non sia possibile eliminarli del tutto dalla filiera, pur impegnandosi a ridurne la presenza.

Nestlé richiama anche una precedente causa su contestazioni analoghe, respinta da un tribunale federale. Per i genitori, il nodo della nuova causa resta il rapporto tra le rassicurazioni sui prodotti acquistati e i controlli effettuati: secondo la procura, per gran parte del periodo esaminato le analisi riguardavano alcuni ingredienti, ma non sistematicamente l’alimento finito.

Redazione
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