Baby blues: quando la felicità si eclissa (ma poi torna!)

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Quando ho visto la foto di quella mamma, sono scoppiata a piangere perché in quella immagine c’ero io. E voi. E tante come noi.

E quindi vi racconto una storia.

C’era una mamma che sapeva tutto di baby blues. Aveva letto, anzi: aveva studiato. Aveva frequentato il corso pre-parto. Aveva fatto ogni cosa per essere pronta ad affrontare un problema che magari neppure l’avrebbe toccata. Tutto tranne mettersi seduta ad ascoltare le amiche, o la madre, per guardare negli occhi delle altre donne cosa succede davvero in quei giorni complicati.

E poi c’era stato il parto (nel suo caso un cesareo), un bambino bellissimo, un compagno felice, tanti amici e parenti a festeggiarla. Che bello essere mamma!

Finché il terzo giorno il sole si scordò di sorgere. Eclissi. Ma di quelle totali, che non lasciano nemmeno un raggio di luce per vedere che strada fare. Una di quelle eclissi che oscura figlio, marito e famiglia e ti lascia come un involucro pieno di lacrime.

Ma tante lacrime. Quella mamma piangeva ininterrottamente, scatenando la rabbia di chi aveva intorno. E così cominciò a sentirsi molto stupida. E molto ingrata. Aveva tutto, perché non lo apprezzava?

Il peggio fu uscire dal guscio protetto dell’ospedale, con il figlio affidato a lei che urlava affamato e manco una goccia di latte all'orizzonte.  E così quella mamma col bimbo in braccio s’incamminò in una lunga galleria. E nel buio ogni tanto andava a sbattere contro il suo compagno: e non erano più gli abbracci magici di prima, ma le spallate rabbiose di chi non ci capisce niente.

A volte lei provava a parlare e dire che si trattava di baby blues: ma era come in quei sogni, quando spalanchi la bocca per gridare e non esce nulla.

Fortunatamente non era sola: c’era la sua mamma che la guardava camminare con gli occhi spenti in quella galleria, e vegliava su di lei, perché sapeva cosa stava succedendo. E sperava che alla fine di tutto, il buio le restituisse sua figlia.

Dopo tre settimane l’eclissi finì. La mamma si svegliò e vide che la sua stanza era piena di luce. Aveva dormito poche ore eppure si sentiva riposata. Aveva fame. Voleva fare una doccia e pettinarsi i capelli. Aveva voglia di dare un bacio al marito e di cantare al figlio.

Aveva vinto. Per ora.

Quando seppe di aspettare un altro bambino, il primo paralizzante pensiero fu il buio. No, non poteva di nuovo affrontarlo. Ma stavolta accadde qualcosa di diverso: prima d’imboccare la galleria, le si parò davanti il figlio maggiore. La prese per mano e se la portò verso la luce.

E stavolta aveva vinto per sempre.

8 comments

  1. Veronica Pempinelli 24 settembre, 2015 at 14:06 Rispondi

    Ciao fate bene a parlarne…xo oltre alle mamme a volte anke la gente intorno dovrebve essere informata xke una mamma alle prime armi e sotto rivoluzione di ormoni e crede di essere inesperta e gli altri nn aiutano….bisogna dare la possibilita alle neo mamme di trovare la forza dentro di loro xke ne hanno tanta e istintivamente sanno prendersi cura dei loro figli….nn serve niente e nessuno…basta la mamma ke sa!!!auguri a tutte le mamme e forzaaaa…..noi siamo una forza della natura…dimostriamolo!!!

  2. Eleonora Renzi 24 settembre, 2015 at 15:03 Rispondi

    Io l’ho risolta stando da sola con il mio bambino… quando uscii dall’ospedale c’era mia suocera a casa ed ero così nervosa dei suoi consigli e manomissioni che scoppiai a piangere… poi per fortuna aveva finito le ferie e ritorno a casa sua… mia mamma non l’ho voluta vedere x le prime settimane xke volevo stare sola con il bambino,capire le sue esigenze abituarmi a lui e lui che si doveva abituare all’ambiente esterno… Mi dicevo che se ci sono riuscite tutte posso riuscirci anche io… ora ha quasi un mese e mi trovo benissimo anche se a volte l’aiuto di qualcuno mi serve ma solo xke voglio dedicarmi un po alla casa e a me stessa ma non mi sento più disperata come quel giorno…

    • Alessia Celli 24 settembre, 2015 at 23:39 Rispondi

      Il mio compagno mi dice sempre di lasciarglielo e di starmene un pó per conto mio.. di prendermi i miei spazi.. ed io la vivo malissimo.. anche il mio piccolo ha un mese.. posso chiederti in che modo di dedichi a te stessa?

  3. Gemma Glorioso 24 settembre, 2015 at 16:33 Rispondi

    Io devo dire che mi ha aiutata tantissimo tornare subito a lavoro. Passa comunque, e’ normale.. tempo che si stabilizzano gli ormoni e che si impara a consocersi a vicenda con il proprio bambino. e’ anche la stanchezza iniziale, man mano che cresce e si regolarizza con gli orari di pappa e sonno torniamo anche noi ad essere “normali”.

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