Calamite natalizie in pasta di sale

Se le giornate non sono adatte per una passeggiata in città, tra le vetrine addobbate e le luminarie natalizie, impegniamo il nostro tempo per creare divertenti lavoretti in compagnia dei nostri bambini e, visto che siamo sotto le feste, perché non fare delle calamite natalizie in pasta di sale?

Potremo fare degli alberelli di Natale e delle palline colorate con semplici formine per biscotti, ma se siamo abili con i lavori manuali potremo modellare anche oggetti più elaborati come il biscotto di zenzero a forma di omino, la slitta con le renne o un Babbo Natale.

Per fare la pasta di sale occorrono: acqua, sale e farina.

Le dosi dipendono da quanto abbiamo intenzione di impastarne, teniamo però presente che il quantitativo di sale e di acqua deve essere lo stesso, mentre la farina sarà il doppio, per cui: 2 bicchieri d’acqua, 2 di sale e 4 di farina e così via. Attenzione però, il sale, che deve essere finissimo, può essere reso ancora più a velo se lo schiacciamo con una bottiglia che useremo come un mattarello. L’acqua deve essere tiepida.

Impastiamo e cerchiamo di ottenere un composto morbido e omogeneo. Se la pasta si sfalda occorre ancora acqua, se è troppo liquida aggiungiamo un altro pochino di sale e di farina.

Possiamo dipingerla con coloranti alimentari prima e dopo la cottura, ma dipingendola dopo la cottura avremo la possibilità di rendere meglio i particolari.

Stendiamo la pasta di sale e ricaviamo le nostre formine con i coppa-pasta, oppure modelliamoli a mano. Lasciamo asciugare bene a temperatura ambiente perché, se li cuoceremo ben asciutti, la cottura sarà più breve. Il forno deve essere mantenuto tra gli 80 e i 110 gradi, i tempi sono variabili secondo la grandezza dell’oggetto, tendenzialmente calcoliamo circa un paio d’ore. Una volta cotti dipingiamo e lasciamo asciugare.

Attacchiamo quindi dei quadretti di calamita che possiamo acquistare dal ferramenta e le nostre calamite sono pronte.

Elisabetta Pinna
Elisabetta Pinna

Web copy-writer freelance, viaggiatrice, scrittrice di reportage di viaggio e fotografa. Laureata in lingue, un master in comunicazione. Vivo a Roma col mio compagno e il nostro cucciolo di 17 mesi. Prima del bambino non ero sicuramente una persona troppo attenta al mondo bio, ma dalla gravidanza in poi mi sono avvicinata a questa che io definisco una vera filosofia. Non do praticamente nulla di industriale a mio figlio. Pratico un maternage ad alto contatto e cerco sempre di dare una seconda vita agli oggetti che entrano nel mio percorso.

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