Combattere il raffreddore con i rimedi della nonna: i suffumigi

Le piogge di questi giorni, i primi freddi e l’umidità dell’aria sono ottimi alleati per i primi starnuti, nasi tappati e voci baritonali: in una parola, l’atteso raffreddore.

Fra supermercati, farmacie e parafarmacie c’è solo l’imbarazzo della scelta di prodotti per uscire dal “tunnel” di una testa pesante e ovattata.

Saranno anche efficaci, ma non propriamente biologici; per questo, oggi, rivediamo insieme un classico rimedio della nonna che avrà il vantaggio di essere sempre facile e veloce da preparare, in qualsiasi momento ne abbiamo bisogno: il suffumigio.

Cosa occorre? Nulla di più di quello che abbiamo già in casa: una pentola, un litro d’acqua, del bicarbonato o dell’olio di eucalipto e un asciugamano di spugna.

Portata a ebollizione l’acqua, sciogliere il bicarbonato (due cucchiai) oppure l’olio di eucalipto (bastano alcune goccie); ora, posizionarsi proprio sopra la pentola calda e coprirsi le spalle con un asciugamano.

E se in casa scarseggia sia il bicarbonato che l’olio di eucalipto, nessun problema: ripiegate sul sale grosso e ne trarrete comunque beneficio.

Tempo dieci minuti e le vie respiratorie già vi ringrazieranno.

Si tratta di un rimedio perfetto per un malessere leggero e passeggero, come il raffreddore; una volta guarite, non dimentichiamo di prestare un po’ di attenzione alla prevenzione: una bella spremuta di arancia ci donerà la giusta dose di vitamina C di cui abbiamo bisogno, insieme a una ricca e assortita varietà di frutta e verdura.

Non sottovalutiamo l’importanza dell’idratazione, non solo bevendo molta acqua, ma anche tisane e minestroni.

Infine, non esageriamo con il surriscaldamento dell’appartamento e azioniamo l’umidificatore: qualche semplice accorgimento per la felicità del nostro sistema respiratorio.

 

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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