I Nonni di oggi

I nonni di oggi.
Gagliardi ma acciaccati, moderni ed antichi.
Con tutti quei ricordi appiccicati addosso.

Di famiglie con sei fratelli, venti cugini, trentasei nipoti.
Con le loro speranze di vita migliore.
Di innamoramenti precoci.
Con le lettere d’amore scritte a mano.
Conservate gelosamente in un cassetto della libreria.

I nonni di oggi.
E le amicizie di una volta.
Durare nel tempo e nel cuore.
Quando una stretta di mano era tutto.
Conquistatori di ideali.
Lottatori di battaglie epocali.
Mattatori di una felicità quasi irrepetibile.

Quanti pianti questi nonni.
Eppure molti più sono i sorrisi.
Gli arcobaleni. I mari calmi. Le tempeste lontane.
Quanti chilometri nelle loro gambe.
Quanti volti, incontri.
Quanti albe e lune.
Quanto stupore.
Quanti cambiamenti e adattamenti.

I nonni di oggi. Cresciuti con i libri di carta.
Odorare di cellulosa.
I film in bianco e nero.
I pomodori dell’orto.
Le marmellate fatte in casa.
I dischi a trentatre giri.
Le feste in casa con la serranda abbassata.
I balli guancia a guancia.
E quei baci sotto la luna nella certezza di un amore duraturo.

I nonni di oggi.
Contraddizione di tempi.
Con le loro cabine telefoniche in mezzo alla strada.
Citofonare gli amici per farli scendere.
Divertirsi con un niente.
E tornare entro le dieci o son schiaffi sulle guance.

Ecco i super nonni.
Regole e valori.
Integrità e testa dritta.
Padri e madri a loro volta.

Nonni di oggi.
Anacronismi moderni.
Saggi eppur capricciosi.
Accanto ai nostri figli gioiscono.
Commuovono.
Raccontano.
Insegnano.
Sostituiscono.
Ridono.
Indispensabili.
Come per magia si intendono.
E se le gambe son piombo e la schiena legno non importa.
Per quell’abbraccio dei nipoti loro vivono.

I nonni di oggi e i loro nipoti. E’ un amore profondo.
Un legame viscerale.
Un ricordo che si rinnova negli occhi.
Nonni e nipoti.
Bellissimi e meravigliosi entrambi.

Uffapapà
Uffapapà

Uffapapà si chiama Alessandro e vive a Roma. Il blog nasce per un motivo ben preciso. Non riuscendo lui, ma la moglie e gli altri certo sì, ad elaborare con un sano equilibrio mentale le quotidiane ripercussioni delle due fenomenali macchine da guerra (ossia Sgnappo e la Pulce), decide autonomamente e sotto sua personale responsabilità di sfogarsi nel blog raccontando le paternitudini quotidiane, nella speranza inoltre che le nottate insonni, le innumerevoli battaglie a cuscini, le devastazioni dei muri di casa non rimanessero perse nel tempo e nella memoria dei figli.
Nel blog sua moglie è “Rucola”, così chiamata per la sua cocciuta volontà di mangiare solo cibi vegetariani, Sgnappo è l’indomito primogenito maschio, e Pulce è la piccola guerriera urlatrice.

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