Il nonno invisibile, l’amore che rimane e le polpette al sugo

C’è la nonna che ti porta sempre dal panettiere a compare la focaccia, quella che ti racconta le favole in dialetto, il nonno che coltiva l’orto e poi ce n’è uno che non si vede.

E’ il mio papà ed è un nonno speciale perché è invisibile. Forse questo va un po’ contro la teoria dei fantasmi che non esistono, ma in realtà bisogna metterci un po’ di fantasia per capire come stanno le cose. So che tu ne hai da vendere…

Non possiamo toccarlo, non possiamo vederlo, né andare a trovarlo a casa. Non possiamo neanche sentirlo parlare o chiedergli un consiglio, non è un nonno classico. A dire la verità non lo è mai stato e comunque parlava poco anche prima. Io ho dei ricordi, degli insegnamenti, dei momenti vissuti insieme e per ora anche un odore e un viso da ricordare, ma tu puoi solo immaginarlo.

Ti ha desiderato infinitamente e ti ha aspettato per vederti nascere, ma poi è dovuto partire. I dottori hanno parlato di sarcoma a cellule chiare, in realtà lo hanno chiamato per una missione speciale e rigorosamente top secret. E’ un angelo sotto copertura, ma ogni tanto viene a trovarci e si nasconde nell’amore che provi e in quello che ricevi.

Come può una persona nascondersi in un sentimento? Già è difficile farlo dietro una porta perché si sentono le risatine e i respiri… vero?

Ecco lui sarebbe stato bravissimo a spiegartelo… ci provo io, per quello che posso. Lui è convinto che l’unica cosa che non passa mai, neanche con il tempo (e con le missioni speciali) è l’amore. Rimane nei ricordi delle persone che ci sono state vicine, rimane come esperienza appresa da moltiplicare e tramandare, rimane come ricerca, come cammino impervio ma gratificante per la felicità. E’ il filo che ci tiene uniti nel tempo, quella cosa che si tramanda come la forma del naso o il colore dei capelli. Non ha tempo, né luogo perché non ha bisogno dell’aria, del sole o della forza di gravità per sopravvivere, ma solo delle relazioni e della capacità delle persone di andare oltre al proprio benessere in nome di quello di qualcun altro.

E’ come un profumo, un sapore, un’esperienza positiva vissuta da piccoli che continuiamo a cercare, a voler vivere e voler condividere anche da grandi. Come l’odore del mare, il gusto delle polpette al sugo di nonna, il rumore dei grilli nelle notti d’estate, li riconoscerai anche da grande, saprai che ti rendono felice e li cercherai anche se sarai dall’altra parte del mondo a mangiare insalate di tofu in un grattacelo di città.

Il suo amore per te non andrà perduto, cercherò di raccontartelo in tutta la sua profondità. Ma soprattutto cercherò di replicarlo nella sua purezza e genuinità, perché l’amore (come il nonno) non si vede e non si racconta. Si costruisce con fatica e costanza, si vive come esperienza e si cerca come scopo.

Vieni, ci sono le polpette al sugo per cena…

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