La tiroide in gravidanza: Le disfunzioni

Le disfunzioni a carico della tiroide colpiscono maggiormente le donne in gravidanza e possono incidere anche sulla loro fertilità. Per questo motivo chi è più a rischio dovrebbe sottoporsi ad esami specifici per verificare la funzionalità della ghiandola tiroidea ed escludere eventuali squilibri o patologie.

Come si manifestano le disfunzioni della tiroide?

La salute della tiroide riveste un ruolo importantissimo sull’impatto del benessere generale di un individuo. Questa ghiandola si trova al di sotto del pomo d’Adamo ed ha il compito di produrre gli ormoni tiroidei che a loro volta agiscono sul processo del metabolismo. In caso di anomalie della secrezione ormonale prodotta da questa ghiandola si possono manifestare diverse sintomatologie: in primis l’ipertiroidismo, che causa un’eccessiva produzione ormonale e un’accelerazione dell’attività tiroidea con conseguente dimagrimento, insonnia ed episodi di tachicardia.

Al contrario, l’ipotiroidismo invece causa una netta riduzione della produzione ormonale tiroidea con conseguente spossatezza, caduta di capelli, raucedine e pelle secca.

Alterazioni della tiroide: le donne in gravidanza sono la categoria più a rischio?

Per quanto riguarda i rischi legati agli squilibri della tiroide, le donne in gravidanza devono essere sottoposte a regolari controlli per verificare il loro stato di salute e la funzionalità della ghiandola tiroidea.

La gestazione infatti incide particolarmente sulla funzione della tiroide: la ghiandola aumenta e questo comporta una maggiore secrezione degli ormoni nel sangue. Se tali alterazioni non vengono trattate si può andare incontro a seri rischi per il benessere della donna e del nascituro.

Occorre inoltre rivolgere una particolare attenzione per i soggetti più a rischio con casi di patologie tiroidee in famiglia, malattie autoimmuni o se hanno già manifestato in passato degli squilibri tiroidei. Un’altra categoria che deve essere monitorata sono gli individui in età avanzata che hanno superato i 65 anni. In queste circostanze si può andare incontro ad un cambiamento dell’attività della tiroide con conseguenti problemi di assimilazione dello iodio e disturbi del metabolismo, anche se in molti casi tali disfunzioni possono essere asintomatiche.

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