Fra leggenda e realtà, la raccolta dei tappi di plastica

Sarà certamente capitato anche a voi di finire una bottiglietta di plastica e, al momento di gettarla nel contenitore dei rifiuti, sentire l’amica o la collega “lasciami il tappo: faccio la raccolta”. Di beneficenza, era sottinteso.

Se siete un po’ perplesse, e volete informarvi meglio su cosa sia la famigerata raccolta di tappi di plastica, di cui molti ne parlano, alcuni la praticano e molti altri ne dubitano, ecco a voi qualche informazione.

La raccolta di tappi è un’iniziativa principalmente a scopo solidale, che si prefigge l’obiettivo di accumulare un grande quantitativo di tappi per poi rivenderlo a società che li rimodellano per creare mobili da giardino o altri suppellettili vari in plastica.

Il ricavato della vendita viene destinato all’acquisto di strumentazione sanitaria (come carrozzelle o apparecchi per dialisi) da donare a disabili oppure alle missioni nei paesi svantaggiati.

Alcuni obiettano che il “gioco non vale la candela”: fra i costi di trasporto, lo spazio per lo stoccaggio e il ricavato i fondi raccolti servirebbero principalmente a coprirne le spese.
In realtà, come sostengono i volontari delle associazioni, spesso alcune spese sono coperte da generose azioni di altri partecipanti (ad esempio mettendo a disposizioni furgoncini per il trasporto) e – oltre al ricavato in senso stretto – la raccolta dei tappi ha altre valenze: da una parte, permette di differenziare la raccolta nei rifiuti dei tappi dalla plastica (tecnicamente, i tappi sono realizzati in PET o PE – materiali non plastici), di promuovere l’idea di un riciclo creativo dei tappi e, quindi, svincolarli dal futuro di mero rifiuto e anche richiamare in maniera costante l’attenzione di tutti noi le condizioni di quanti sono meno fortunati di noi.

In moltissime scuole, asili o oratori è possibile donare i propri tappi, così come si stanno attivando sempre più punti di raccolta in numerose realtà sociali, come uffici o mense aziendali.

Se ne avete l’opportunità, quindi, tenete da parte i tappi di bottiglie d’acqua, di latte o succhi di frutta che consumate e consegnateli a questo centro di raccolta: del resto, anche se fosse una leggenda metropolitana, non avreste nulla da perderci, anzi.

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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