Madri e lavoro: perché dobbiamo scusarci di avere figli?

lavoro

C’è una ragazza di cui parla tutta Italia: si chiama Paola Filippini e ha risposto per le rime all'uomo che per assumerla chiedeva di sapere se fosse sposata e avesse figli.

Brava Paola. La dignità prima di tutto. Ma quale sarà effettivamente la sua condizione familiare? Ci saranno dei bambini che aspettano i soldi della mamma per avere i pannolini puliti? Ci saranno figli che senza quello stipendio non si possono pagare la mensa dell’Asilo? Io non so come sia messa Paola, e certo mi unisco al coro che ripete quanto è stata brava.

Però non riesco a non pensare a tutte le altre donne: quelle che non possono rispondere con orgoglio (e un po’ di spocchia) sono fatti miei, perché magari hanno cento euro in banca e un marito disoccupato e i figli che non entrano più nei vestiti regalati dai cuginetti. E che allora ammettono che sì, hanno figli, ma c’è la nonna che se ne occupa e poi assolutamente non ne faranno più.

Penso a tutte le donne capaci e intelligenti, che dopo anni di contratti precari vengono sbattute fuori dai loro posti di lavoro perché hanno avuto un bambino, sostituite da qualcuno che almeno per un po’ non avrà lo stesso problema. Magari tre mesi prima del matrimonio, come è successo a me.

Penso a chi fa il salto nel vuoto e cerca un qualsiasi modo per guadagnare denaro mettendosi in proprio, perché non ne può più di essere licenziata ogni volta che fa un figlio.

Penso alle impiegate che fanno lo straordinario gratis perché il padrone lo pretende e per non essere da meno dei colleghi maschi, e al piccolo con la febbre che le aspetta a casa per stare finalmente un po’ con la mamma.

Penso a chi lavora fino a due giorni prima di partorire, anche se è illegale, perché è precaria e spera di dimostrare che essere madre non cambierà niente.

E penso a questo Paese che ci tutela poco, che non riconosce il lavoro che facciamo a casa, che ci paga meno perché tanto in fabbrica lavoriamo di meno. E infine penso a com'ero dieci anni fa, quando al colloquio di lavoro, alle domande sulla mia vita privata risposi con superiorità: figli? Non ne voglio. Non sono nemmeno fidanzata: prima voglio farmi una posizione. E poi la ruota è girata.

Ma è ora di bloccarla, questa ruota dell’ingiustizia: e non deve essere una ragazza a farlo, ma uno Stato consapevole dell’importanza delle sue Donne.

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18 comments

  1. Sabrina Caltagirone 5 Novembre, 2015 at 14:15 Rispondi

    Fosse solo per i figli. Qui non ti assumono per qualsiasi cosa! Scaduto il contratto e non rinnovato pochi mesi prima del matrimonio. Le risposte erano che mi stavo per sposare e quindi avrebbero scelto qualcun’altra. Poco dopo rimasi incinta e adesso avendo una figlia nessuno mi vuole a lavoare! Preferiscono una qualunque ragazzina chw pensa solo a uscire al sabato sera. Non ho mai capito perché non la pensano al contrario. Una mamma sarà sicuramente più responsabile sul lavoro senza contare che non può sicuramente farne a meno al contrario magari della ragazza giovane. Ma poi la realtà è che basta molto meno per non trovare lavoro. Al giorno d’oggi con la crisi e il poco lavoro o ti fai sfruttare sottopagare e a volte non pagare( straordinari e etc) oppure ne prendono un altro. Tanto qualcun altro si trova subito!!

    • Mitrano Carmela 5 Novembre, 2015 at 17:27 Rispondi

      Esatto!! Io fra pochi giorni sono a casa da lavoro perché mi scade il contratto e dove lavoro io posso dire che guardano molto le pratiche riguardanti al contratto, mi dovrebbero fare fissa ma poi divento un costo e anche se ho 24 anni e mamma di una bimba di 3 a loro non interessa!!! Le aziende guardano solo se per loro sei un costo oppure no!! Se hai esperienza oppure no!! Siamo un’Italia di m….!!

  2. Ory Zeta 5 Novembre, 2015 at 14:25 Rispondi

    Feci un colloquio sette anni fa in un negozio di calzature…. Peccato mi dissero sei sposata e presto potresti avere figli…. Di conseguenza quel lavoro nn l ho avuto

  3. Dalila Fraccari 5 Novembre, 2015 at 14:26 Rispondi

    Purtroppo essere madre al giorno d’oggi è un problema. Se sei una mamma giovane con un figlio non ti assumono perché hanno paura tu possa fare il secondo, sei sei giovane e hai 2 figli ti chiedono come fai a stargli dietro… Una mamma allora non dovrebbe più lavorare?? Purtroppo non ci sono tutele ne agevolazioni. Questa è l’Italia!

  4. Priscilla 5 Novembre, 2015 at 16:13 Rispondi

    Condivido tutto…purtroppo anche le esperienze di C’era una mamma… speriamo cambi qualcosa, anche se in Italia è tutto un’utopia…

  5. Sondra Russo 5 Novembre, 2015 at 22:30 Rispondi

    Non tutte le aziende sono così. Mi ritengo fortunata a lavorare in un posto pieno di donne e fondato dalle donne. Faccio orari improponibili a volte è pesante ma ho tre figli e quando è nata la mia ultima ho ricevuto gli auguri anche dai grandi capi.

  6. Martakova Vika 5 Novembre, 2015 at 22:47 Rispondi

    Sono la mamma da 1 anno, al colloquio di lavoro – ke bel curriculum, ke splendide parole scritte da ex d’attore di lavoro!!! xò un bimbo piccolo….no no nn possiamo assumere😠😠😠 ma xke??? Xke dobbiamo essere sempre messe da parte, xke siamo mamme, xke nn possiamo essere assunti x l’età, xke xke….Ke rabbia….

  7. Caterina Fortugno 6 Novembre, 2015 at 09:48 Rispondi

    Semplice perché se hai figli nessuno ti assume questa e l Italia anche se sei una bravissima lavoratrice se hai figli ti chiudono le porte del lavoro uno quando va ai colloqui deve dire che non a figli

  8. Caterina Fortugno 6 Novembre, 2015 at 09:48 Rispondi

    Semplice perché se hai figli nessuno ti assume questa e l Italia anche se sei una bravissima lavoratrice se hai figli ti chiudono le porte del lavoro uno quando va ai colloqui deve dire che non a figli

  9. Paolo 7 Novembre, 2015 at 16:02 Rispondi

    Il problema non siamo noi datori di lavoro. É lo Sato che non c’é. Il datore di lavoro non è non dovrá essere mai responsabile dei disaggi nel mondo del lavoro di: mamme, diversamente abili, ecc. É lo stato che manca. No un imprenditore che cerca la migliore scelta per le sua azienda.

  10. Arianna 9 Novembre, 2015 at 11:07 Rispondi

    Questa ragazza ha fatto bene a rispondere per le rime a quest’uomo, però evidentemente se lo poteva anche permettere….avrei voluto farlo anche io, da ariete orgogliosa quale sono, però con il mutuo da pagare, il marito in cassa integrazione (che è solo in favore delle aziende perché noi il primo assegno, e di una parte solamente, lo abbiamo visto dopo UN ANNO e ci abbiamo pure pagato le tasse sopra, quindi l’abbiamo presa proprio lì), una figlia di 6 anni e nessuno che ti aiuta mi sono dovuta mordere la lingua fino a farmela sanguinare.
    Me l’hanno fatta diversi uomini questa domanda, ed è bruttissimo e ingiusto (a 8 mesi da un aborto spontaneo poi ci rimani ancora peggio)….ma è ancora più brutto se a fartela è una donna che a sua volta è mamma e nonna….giuro avrei preso la sedia e gliel’avrei spaccata in testa, però era il colloquio per l’assunzione quindi ho ingoiato questo rospo amaro, cercando di non strozzarmi, ed ho risposto:”No sto benissimo così!”…..brutto, bruttissimo, tremendo sapere poi che io ero stata scelta dal direttore (uomo) per il mio curriculum e fondamentalmente non gli importava che avessi 34 anni, una figlia ecc, mentre “questa” aveva insistito a prenderne un’altra perché non aveva famiglia, a differenza di me….alla faccia della solidarietà femminile!

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