30/08/2026
Il neonato soccorso a Pignataro Maggiore, nel Casertano, non sarebbe stato abbandonato. È quanto ha dichiarato il sindaco Cesare Cuccaro, intervenuto dopo la diffusione delle prime notizie sulla vicenda. Gli accertamenti dei carabinieri sono ancora in corso per chiarire quanto accaduto nelle ore successive alla nascita e ricostruire con precisione i fatti.
La richiesta di aiuto e i primi accertamenti
Secondo la ricostruzione emersa finora, a chiedere l’intervento del 118 sarebbe stato un ragazzo di 19 anni, che inizialmente avrebbe riferito di aver trovato il bambino. Davanti ai carabinieri avrebbe inoltre fornito generalità diverse dalle proprie.
Nel corso delle verifiche, gli investigatori avrebbero accertato che il neonato è figlio della coppia. Il giovane è stato denunciato in relazione alle ipotesi di false dichiarazioni e simulazione di reato: si tratta di contestazioni sulle quali proseguono gli approfondimenti degli inquirenti.
Il trasferimento in ospedale
Dopo il soccorso, il neonato è stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli. Verificata la disponibilità di un posto letto, è stato poi attivato il Trasporto Neonatale di Emergenza per il trasferimento all’ospedale Cardarelli, dove il bambino resta ricoverato e seguito dal personale sanitario.
La struttura ha attivato anche gli assistenti sociali fin dalle prime ore dell’intervento. Il loro coinvolgimento rientra nell’attenzione rivolta alla situazione familiare e alla tutela del minore, mentre le autorità competenti continuano gli accertamenti sul caso.
Il richiamo alla tutela del minore
Il sindaco Cuccaro ha smentito pubblicamente l’ipotesi che il bambino sia stato abbandonato. «Il bambino non è stato abbandonato», ha affermato, invitando a non diffondere ulteriori ricostruzioni prive di conferme.
Il primo cittadino ha richiamato in particolare la necessità di proteggere la privacy del minore. In una vicenda che coinvolge un neonato e una famiglia, il nodo concreto resta quello di garantire riservatezza e informazioni corrette, evitando che dettagli non confermati possano esporre il bambino o condizionare la ricostruzione ancora affidata agli accertamenti dei carabinieri.




