Richiami di latte in formula per neonati: possibile contaminazione da tossina cereulide

23 gennaio 2026 –

Negli ultimi giorni si è allargata l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali su alcuni latti in polvere e formule per l’infanzia, a seguito del rischio di contaminazione da cereulide, una tossina che può causare disturbi gastrointestinali come nausea e vomito. Dopo il primo caso che ha coinvolto Nestlé, l’allerta ha interessato anche altri grandi gruppi del baby food come Danone, Lactalis e Granarolo, accendendo comprensibili preoccupazioni tra mamme e papà.

È importante chiarire subito un punto: si tratta di misure precauzionali, attivate per tutelare la salute dei più piccoli, e non di un’emergenza generalizzata su tutti i prodotti in commercio.

Cos’è la cereulide e perché se ne parla

La cereulide è una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. In caso di ingestione può provocare una tossinfezione alimentare, che porta a una gastroenterite emetica, che porta sintomi come vomito, dolori addominali e nausea. Più raramente diarrea.

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Non è un patogeno nuovo, anzi è piuttosto diffuso e conosciuto agli esperti di sicurezza alimentare. Quello che ha fatto scattare l’allerta è il suo possibile riscontro in un ingrediente utilizzato nelle formule per neonati, portando a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera produttiva.

L’ingrediente sotto osservazione: l’olio ARA

Al centro delle verifiche c’è l’olio ARA (acido arachidonico), un componente comunemente usato nei latti per l’infanzia perché è un ingrediente che serve a simulare la formulazione del latte materno, proprio per il suo apporto in omega-6, essenziale per lo sviluppo cerebrale del bambino.

Secondo le informazioni disponibili, la cereulide sarebbe stata individuata non nel latte finito, ma in un lotto di olio ARA prodotto da fornitori in Cina e che riforniscono diversi produttori europei (appunto Danone, Lactalis, Nestlé e anche Granarolo in Italia). Proprio perché l’olio ARA era considerato a basso rischio, in passato poteva essere sottoposto a controlli meno stringenti: un aspetto che ora l’industria sta rivalutando.

Cosa hanno fatto le aziende coinvolte

  • Nestlé è stata la prima ad attivare richiami progressivi su più mercati, compresa l’Italia. Qui trovate i lotti interessati.
  • Granarolo: ha richiamato alcuni lotti di latte di proseguimento 2 Granarolo Bimbi (qui i dettagli dei lotti)
  • Danone ha bloccato in via cautelativa un lotto di latte per neonati a Singapore, precisando di non aver riscontrato cereulide nei prodotti analizzati.
  • Lactalis ha invece avviato un richiamo di alcuni lotti in diversi Paesi (tra cui Francia, Australia e Cina) dopo aver individuato la tossina in un ingrediente di un fornitore.

In tutti i casi, le aziende hanno collaborato con le autorità sanitarie e attivato canali di assistenza dedicati alle famiglie.

Cosa devono fare i genitori in pratica

Per le mamme e i papà è normale sentirsi allarmati quando si parla di alimentazione dei neonati. Ecco alcune indicazioni utili e rassicuranti:

  • Controllare sempre il lotto del latte utilizzato, confrontandolo con quelli segnalati nei richiami ufficiali.
  • Seguire le comunicazioni del produttore o del Ministero della Salute, che pubblica regolarmente gli avvisi di sicurezza.
  • In caso di dubbio, non utilizzare il prodotto e contattare il servizio consumatori dell’azienda.
  • Se il bambino presenta sintomi come vomito persistente o malessere dopo l’assunzione del latte, consultare il pediatra.

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Informiamoci e niente allarmismi

Questa vicenda mostra quanto i sistemi di controllo funzionino: i richiami sono scattati prima che si verificassero conseguenze diffuse sulla salute dei bambini. L’attenzione sulla tracciabilità e sulla sicurezza degli ingredienti è massima e porterà, con ogni probabilità, a procedure ancora più rigorose in futuro.

Per i genitori, la parola chiave resta una sola: informazione. Restare aggiornati, senza allarmismi, è il modo migliore per continuare a prendersi cura dei propri piccoli con serenità.

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