Treviso, psicofarmaci sciolti di nascosto nelle borracce dei compagni: quattro studenti rischiano la sospensione

In una scuola superiore di Treviso, medicinali tra cui psicofarmaci sarebbero stati sciolti nelle borracce dei compagni. Quattro studenti rischiano la sospensione; le famiglie chiedono provvedimenti chiari.

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19/10/2026

A Treviso, quattro studenti minorenni di una scuola superiore sono coinvolti in un episodio che ha allarmato famiglie e insegnanti: medicinali, tra cui psicofarmaci, sarebbero stati sciolti di nascosto nelle borracce dei compagni.

Alcuni ragazzi, dopo aver bevuto, hanno accusato stanchezza e sonnolenza. I quattro rischiano un lungo periodo di sospensione, ma l’istituto mantiene riservatezza sulle eventuali sanzioni e sulle persone coinvolte.

Tra i medicinali indicati nella vicenda ci sono lassativi, sonniferi e ansiolitici, compresi farmaci della classe delle benzodiazepine. Sarebbero stati aggiunti all’acqua senza che i compagni lo sapessero.

La somministrazione di nascosto avrebbe potuto causare effetti collaterali anche pesanti, soprattutto in presenza di eventuali condizioni di salute o terapie farmacologiche in corso. Per gli psicofarmaci è necessaria la prescrizione medica.

Il tema dell’uso di farmaci psicoattivi senza prescrizione compare anche nell’ultimo report dell’Osservatorio provinciale sulle dipendenze, a cui partecipano l’Usl della Marca, la prefettura e l’ufficio scolastico provinciale di Treviso. Secondo l’Osservatorio, il 24% dei trevigiani tra i 14 e i 18 anni ne ha assunti almeno una volta senza prescrizione medica: il 32% delle ragazze e il 17% dei ragazzi. Tra le motivazioni indicate dagli studenti ci sono il desiderio di stare bene con sé stessi e quello di andare bene a scuola.

Le famiglie chiedono provvedimenti chiari

Gli insegnanti hanno iniziato a sospettare che ci fosse qualcosa di anomalo quando i compagni che manifestavano sonnolenza venivano derisi.

Dopo gli accertamenti, la vicenda è emersa e nei giorni scorsi si è svolta una riunione online tra famiglie e professori.

Tra chi chiede misure disciplinari ci sono soprattutto i genitori degli studenti che avrebbero assunto i farmaci senza saperlo.

La richiesta di una risposta chiara, però, riguarda anche il resto della comunità scolastica. Per i genitori, il provvedimento dovrebbe aiutare i ragazzi coinvolti a comprendere la pericolosità del gesto, oltre a stabilire le conseguenze disciplinari. Alcune famiglie valutano anche la possibilità di presentare denunce.

La scuola mantiene riservate le eventuali sanzioni

L’istituto non smentisce l’accaduto, ma non rende note eventuali decisioni disciplinari. Le valutazioni sulle possibili sanzioni spettano al consiglio di classe, che deve mantenere riservati sia i motivi di un’eventuale sanzione sia i nomi delle persone coinvolte. Gli studenti sono minorenni: per questo la scuola non entra nel dettaglio del percorso che potrebbe portare alla sospensione.

Le famiglie chiedono provvedimenti chiari, capaci di far comprendere ai ragazzi la pericolosità del gesto. L’istituto richiama invece l’obbligo di riservatezza del consiglio di classe sulle eventuali sanzioni e sulle persone coinvolte.

Redazione
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