Bambini in zone di guerra: a rischio anche la salute mentale

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Come cresce un bambino che invece di essere circondato dalla gioia e dalla serenità di una famiglia, affronta i primi anni di vita in mezzo ad una guerra? Mette a rischio il suo sviluppo cerebrale.

E secondo l’Unicef, sono 87 milioni i bambini di meno di sette anni anche si trovano che in questi ultimi tempi hanno vissuto in zone di guerra.

 Le connessioni che si formano quando il bambino è piccolo, sono come piccoli mattoni che andranno a influenzare l’abilità, l’apprendimento e la salute.

Vivere in una zona di guerra significa non solo ovviamente rischiare la vita e le mutilazioni, ma stare sempre sotto stress, il che va a bloccare queste connessioni.

Difficilmente sarà possibile cancellare le cicatrici emotive che questi bambini si porteranno dietro per sempre.

Per questo l’Unicef s’impegna a ricreare spazi a misura di bambino con kit d’emergenza con materiali scolastici e ludici.

Cerchiamo, se possiamo, di fare anche noi la nostra parte.

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