depressione-post-partum

Le principali cause della depressione post partum

Baby blues, depressione post partum o post-natale…sono molti le definizioni con cui viene descritto lo stato d’animo che a volte colpisce una neo mamma, facendola piombare in un profondo senso di sconforto e di disagio.

Talvolta sottovalutata, soprattutto in passato, minimizzata, o confusa con stress e stanchezza, la depressione post partum colpisce più donne di quanto si pensi.

Ma quali sono le cause che portano a questa situazione di grande disagio, inspiegabile forse agli occhi esterni di parenti e amici che nella nascita di un bambino vedono solo tanta gioia e amore?

Aspettative e rinunce: perché molte mamme soffrono di depressione post-partum?

Innanzitutto, per una donna, la nascita di un figlio è contemporaneamente il più grande atto di amore, ma anche una grande rinuncia. Rinuncia, almeno nei primi tempi, nei confronti di se stessa, dei proprio “progetti”, sogni e aspettative. La priorità è il bambino e tutto (tutti) ruotano intorno a lui.

In secondo luogo, l’arrivo di un bambino interrompe quello “stato di grazia” che è la gravidanza, in cui c’è l’aspettativa, ma ancora nulla di concreto. Infatti, dal momento del parto in poi, tutto diviene realtà e nelle mani della donna è messa la concretizzazione del futuro della famiglia.

Poi c’è il fatto che molte volte la neo mamma è costantemente giudicata (da nonne, suocere, zie, amiche ecc…) o consigliata male, e non ha molti appoggi e aiuti concreti.  

Essere mamme sì, ma che fatica!

Infine, non vanno sottovalutate la stanchezza e la fatica fisica, gli squilibri ormonali e il dolore del parto in sé, che da molte donne può essere vissuto come evento traumatico. A questo si aggiunge la trasformazione del proprio corpo, che può impiegare parecchio tempo a tornare com’era prima.

Papà e compagno, un aiuto prezioso

Ecco allora, per venire incontro a una neomamma che attraversa questo momento difficile, un ruolo primario spetta al compagno, che più di tutti vede da vicino la sua sofferenza.

Quello che ogni papà dovrebbe chiederà alla sua compagna dopo la nascita di un figlio e ogni giorno è: Tu di cosa hai bisogno adesso?. La risposta della mamma potrebbe essere anche solo di aver bisogno di una doccia, di andare a fare la spesa da sola, di lavarsi i capelli in pace dall’inizio alla fine. 

17 comments

  1. Sara Congiu 18 ottobre, 2016 at 10:40 Rispondi

    Vivere in Italia, poi, non aiuta quando si considera che diventare mamme vuol dire essere completamente abbandonate dallo stato e tagliate fuori dal mondo del lavoro, qualsiasi sacrificio una abbia fatto per laurearsi e realizzarsi prima della gravidanza

  2. Simona Chiara Di Bella 18 ottobre, 2016 at 12:48 Rispondi

    Mettiamo poi. .di chi ti fa sentire inadatta….non parliamo poi dei mariti che non capiscono il tuo malessere…..la conoscenza delle abitudini del nuovo arrivato…l tuo corpo che non ti appartiene per un periodo subito dopo il parto…ci sarebbe tanto da parlare…il mio 3 genito ha 3 mesi ..e ancora oggi …ho dei momenti di sconforto….

  3. Alessandra Collalti 18 ottobre, 2016 at 14:31 Rispondi

    A me sembrava di impazzire mi sentivo sola abbandonata incapace di fare tutto, le prime due settimane un disastro ! Ora sono passati due mesi e sembra che vada meglio, ma a volte piango senza motivo! Speriamo che il peggio sia passato

  4. Vincenza Alessia Di Stasio 18 ottobre, 2016 at 16:27 Rispondi

    Si sta male perché lo stato e la società parlano tanto di parità dei sessi..ma poi? Una madre (soprattutto se single) viene lasciata completamente sola! E per rientrare a lavoro bisogna non solo lasciare i figli ad un nido a tre mesi, ma anche spendere un patrimonio per il nido stesso! Essere madri non vuol dire essere inferiori, peccato che non lo si capisca

Lascia un commento