Odiare la gravidanza non significa essere cattive madri

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Capita di sentire una mamma che dopo un anno dal parto ha già nostalgia della sua pancia. Che guarda tutte le donne incinta con quello sguardo sdolcinato e commosso, quasi che se potesse ne farebbe subito un altro. È una mamma che ha vissuto la gravidanza in maniera positiva, che, anche con dolori, acciacchi e tante peripezie lungo i nove mesi, desidera altri figli con gioia.

Non ha sofferto di meno delle altre, possono esserci state anche complicazioni durante il parto, ma ha voglia di essere di nuovo madre. E ha amato la gravidanza e la sua maternità.

Capita anche di sentire una mamma che la gravidanza la odia nel vero senso della parola. A nominarle la parola “incinta” aggrotta la fronte e cerca di sviare il discorso, non vorrebbe altri figli, pur amando profondamente quello che ha. Non è una mamma degenere, non è una cattiva madre. Suo figlio (o i suoi figli) sono la sua ragione di vita, la rendono una persona migliore.

Eppure odia e ha odiato la gravidanza.

La ricorda come un periodo buio, non ha mai accettato veramente i cambiamenti del suo corpo, i repentini sbalzi ormonali, i dolori, i limiti del suo stato di quasi mamma.

Questo malessere da pancione alcune volte si è trasformato in un vero e proprio disagio, delle altre è scappato via insieme al parto. Ha lasciato dei segni indelebili, sia fisici sia psicologici, ma è acqua passata. Parlarne è sempre un piccolo trauma, raccontare di quanto si odi vivere nove mesi con la pancia diventa un tabù, anche se lo si può fare con l’amica più cara.

Eppure nella società di oggi, in cui notizie di televisione e media ci ricordano quanto può diventare cattivo l’essere umano, pensare di essere giudicate per questo, credere di essere cattive madri solo perché non si ha il desiderio di fare un altro figlio è sempre più irreale e sbagliato.

Odiare la gravidanza non significa volere poco bene al proprio figlio; le due cose non sono strettamente correlate. E per questo non è necessario né dovrebbe esserci alcun giudizio.  Amare il proprio bambino va oltre i tabù e le favole di felicità da maternità.  

5 comments

  1. Maria Cagnetta 8 dicembre, 2016 at 15:58 Rispondi

    Non potrei mai odiare nessuno dei miei figli ,ma odio il parto e chi ne fa le veci ,credono di sapere tutto di ogni donna,e danno tutto per scontato ,la nostra sanità fa schifo è per questo chi paga le conseguenze siamo sempre noi

  2. Teresa Santangelo 8 dicembre, 2016 at 18:09 Rispondi

    Anch’io sto odiando questa fase e spero passino in fretta questi ultimi 3 mesi! non ne posso più di vedermi con la pancia e limitata nel fare anche le cose più semplici.. finalmente un articolo che va oltre quelle sdolcinatezze sul periodo più bello

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