Sempre più genitori preferiscono educare i figli a casa

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L’homeschooling (ovvero la formazione scolastica in casa) non è più un fenomeno tipicamente americano, ma comincia a prendere piede anche nel nostro Paese. L’educazione parentale si ha quando i genitori si fanno carico di fornire ai propri figli un’adeguata istruzione (personalmente oppure tramite l’assunzione di insegnanti privati). Questa scelta, nella maggior parte dei casi, nasce da un atteggiamento critico nei confronti del sistema di istruzione personale. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Grazie alla cosiddetta istruzione casalinga molti studenti, anche in Italia, hanno la possibilità di apprendere e di imparare in totale libertà, nel pieno rispetto dei propri ritmi e delle proprie esigenze.

La legge italiana dalla parte dei genitori

La legge, infatti, consente ai genitori di optare anche per questo metodo alternativo di istruzione, purché essi dimostrino di essere in possesso della capacità “tecnica o economica” a insegnare.

D’altra parte essi sono tenuti a notificare la propria scelta ogni anno all'istituto didattico territoriale. A tal fine, lo ricordiamo, sarà sufficiente che i richiedenti presentino un’autocertificazione ad hoc.  

I ragazzi educati in casa, se le loro famiglie lo desiderano, possono sottoporsi annualmente a un test che consente di valutare le competenze acquisite. Quest’esame è utile anche qualora si desideri ottenere un titolo di studio riconosciuto o se si voglia optare per il reinserimento dello studente nel contesto scolastico.

Perché una scelta così radicale

Per molti il sistema scolastico italiano non è qualitativamente all'altezza di fornire un’educazione adeguata ai propri figli: proprio per questo motivo alcuni genitori preferiscono provvedere in prima persona alla loro istruzione.

Tuttavia è innegabile che una scelta siffatta penalizzi in maniera significativa l’aspetto sociale e interazionale con il gruppo dei pari, che, invece, viene sempre garantito dal sistema scolastico statale. Evidentemente chi opta per questa scelta ritiene che esso sia sacrificabile in nome di una istruzione completa e “a misura di figlio”.

Uno dei principali siti di riferimento dell’homeschooling italiano è www.controscuola.it (http://www.controscuola.it/), fondato dalla trentacinquenne italoamericana Erika De Martino. 

4 comments

  1. Svetlana Nikulina 24 marzo, 2016 at 14:21 Rispondi

    Io insegno alla mia piccola 3 lingue a casa. Ma non sarà mai come andare a scuola! Perché togliere queste emozioni ai propri figli? E poi non siamo insegnanti. Bisogna essere neutrali per insegnare bene.

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