Come spiegare l'orrore del terrorismo a un figlio?

terrorismo-e-bambini

È accaduto di nuovo, dopo pochissimi mesi. E, di nuovo, ci troviamo a dover rispondere alle domande che i nostri figli ci pongono riguardo al terrorismo, parola con la quale hanno imparato a convivere troppo presto.

Non solo non è facile, ma nemmeno possiamo nicchiare: il breve tempo intercorso, le modalità dell'attentato, le continue minacce che da più parti ci arrivano sono solo alcuni degli elementi che ci consigliano di affrontare l'argomento.

Terrorismo: come spiegarlo a un bambino

E per farlo, possiamo prendere in considerazione i consigli dello psichiatra statunitense Harold S. Koplewicz, presidente di Child Mind Institute, che ha messo a punto una guida su come affrontare gli eventi traumatici si presentano nella vita dei nostri figli.

Il primo punto riguarda l'atteggiamento che noi genitori dobbiamo assumere: se da una parte non possiamo tenerli all'oscuro di quello che è successo, dall'altra è importante presentarci ai nostri figli con un comportamento stabile e sicuro perché in questo momento hanno bisogno di essere rassicurati e non di essere ulteriormente bombardati da ansie a paure.

L'importanza del genitore-mediatore

Il genitore, ora, deve fungere da interprete, da filtro fra le narrazioni e le immagini cruente che i media diffondono e la necessità di comprendere del bambino: se non si risponde, se si lascia che siano i media a fornire al piccolo le risposte che cerca il bambino troverà delle motivazioni per proprio conto, arrivando a costruirsi una realtà più nera di quello che è.

Se, invece, siamo noi stessi a dare una risposta “personalizzata”, funzionale al temperamento di nostro figlio, alla sua età, alle conoscenze che ha del mondo, riusciremo non solo a dare una chiave di lettura degli eventi, ma anche a tranquillizzarlo, rasserenarlo che il “suo” mondo, i suoi amici e le persone a cui vuole bene stanno bene e che ci sono dei poliziotti in giro per il mondo che lavorano per la pace di noi tutti.

Le indicazioni poi variano a seconda dell'età del bambino: altri consigli e suggerimenti sono disponibili nella guida (in italiano) del Child Mind Institute, pubblicata a questo link.

1 comment

Lascia un commento