Si direbbe che in Europa c’è un vero e proprio esercito di bambini scomparsi, che però non tutti hanno un unico, tremendo destino: essere strappati dall’affetto di uno o entrambi i genitori. Perché in realtà da questi numeri emergono le denunce di scomparsa e non i bambini effettivamente mai ritrovati. Rimane un problema grave, soprattutto per la stragrande maggioranza di minori stranieri non accompagnati, spesso dimenticati. È questo il fenomeno purtroppo assai frequente in tutta Europa, che interessa anche l’Italia se pur in misura ridotta.
Minori scomparsi in tutta Europa: i dati ufficiali
La Commissione Europea ogni anno rivela i dati disponibili : in media, ogni anno in tutta l’Unione Europea si ricevono circa 250mila denunce di scomparsa di bambini, tenendo conto delle stime prodotte da Missing Children, un’organizzazione che si occupa di risolvere e prevenire questo fenomeno. La percentuale di rintraccio in Europa si attesta attorno al 42%.
Nel nostro Paese i numeri sono decisamente inferiori, ma restano comunque allarmanti: ad esempio nel 2018 sono dati per scomparsi diecimila minori, con una percentuale intorno al90% di ritrovamenti.
A questi numeri deve essere comunque poi associata la cosiddetta cifra mancante, ossia tutte le sparizioni non denunciate per motivi ritorsivi o per situazioni peculiari che riguardano specifici nuclei familiari o sociali. E bisogna però anche iscrivere nel totale delle denunce di scomparsa anche gli allontanamenti volontari, che rappresentano circa il 69% del totale (e tra questi l’età media è tra i 12 e i 16 anni).

Tante le soluzioni per cercare di risolvere una problematica così complessa e seria, tra cui sicuramente la cooperazione tra gli stati, utile per snellire la burocrazia e incrementare le procedure di ritrovamento.
Bambini scomparsi in Europa: le cause più comuni
Numerose e diverse sarebbero le cause che si celano dietro alle sparizioni di bambini: soprattutto nel caso di bambini stranieri non accompagnati, il rischio è di finire nei traffici illeciti di sfruttamento minorile.
Altre volte si tratta di motivi ritorsivi, legati cioè a tensioni familiari o parafamiliari, dove il rapimento viene utilizzato come atto di vendetta per un torto subìto; non mancano, inoltre, i rapimenti effettuati per motivi economici, che colpiscono essenzialmente famiglie benestanti le quali possono pagare lauti riscatti.
Negli ultimi anni il fenomeno è in severo aumento, come dimostrano i dati ufficiali, i quali riportano un dato altrettanto preoccupante e sconcertante: sono in aumento non solo i rapimenti in generale, ma soprattutto quelli ad opera di uno dei genitori a danno dell’altro, nell’ambito di separazioni tra coniugi provenienti da paesi diversi. In questi contesti il bambino viene utilizzato come “premio”, sottratto dunque alla custodia di uno dei due genitori e, generalmente, condotto nel paese di origine del genitore che lo ha rapito rendendo così difficile la ricerca.
Proprio per questo è fondamentale la cooperazione tra paesi, anche in contesti diversi rispetto l’Unione Europea.




