La ricreazione a scuola, forse uno dei momenti più attesi della giornata passata a scuola: quando i bambini possono finalmente sgranchirsi le gambe, mangiare la merenda e fare due chiacchiere e giocare con gli amici. Eppure l’intervallo non è uguale per tutti, in alcune scuole addirittura i bambini non possono alzarsi dal banco, possono andare in bagno solo a coppie e altri non fanno in tempo a finire la merenda che subito suona la campanella.
Spesso negata, durante gli anni di pandemia a causa delle misure restrittive a scuola, adesso tanti genitori e tanti bambini si chiedono: ma la ricreazione è un diritto?
Esiste il diritto all’intervallo per legge?
La questione dell’intervallo scolastico torna ad essere discussa perché una recente indagine promossa dall’ACP (Associazione Culturale Pediatri) riporta risultati assai interessanti: anche se la maggior parte dei bambini intervistati conferma la presenza di un cortile o di uno spazio esterno nella propria scuola, per circa la metà degli intervistati, l’intervallo mattutino si svolge in classe e al banco. con l’impossibilità di uscire dall’aula (come punizione, cattivo tempo o altri motivi).
Per altri ancora (circa il 27%) emerge che l’intervallo duri troppo poco, infatti alcuni bambini non riescono neanche a finire di mangiare la merenda.

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Lo studio è particolarmente interessante perché tocca aspetti fondamentali della vita dei nostri figli, che passano buona parte della loro vita a scuola. Temi come il benessere degli alunni e l’efficacia dell’apprendimento a scuola. La ricreazione durante la giornata scolastica infatti non è soltanto un momento di pausa, ma un’opportunità cruciale per gli studenti di rilassarsi e socializzare, contribuendo positivamente al loro benessere psicofisico e alla loro capacità di concentrazione.
Vi sono alcune leggi che regolamentano l’intervallo nelle scuole: il decreto 297 del 16 aprile 1994 (articolo 10, comma 3, lettera A) e dall’articolo 21 della legge n. 59/1997. Queste norme riconoscono ufficialmente la ricreazione come parte integrante dell’orario scolastico, da assicurare agli studenti senza che ciò comporti una riduzione delle ore dedicate all’insegnamento.
Una circolare ministeriale, la 105/75, stabilisce la durata minima dell’intervallo in almeno 10 minuti, senza però specificare se questo debba svolgersi all’interno delle aule o all’aperto. Questi documenti suggeriscono che le scuole dovrebbero garantire agli studenti delle pause, non solo per una questione di diritto, ma anche come necessità pedagogica e psicologica.
Ed è un ulteriore passo in questa direzione l’aggiornamento delle nuove Indicazioni Nazionali che introducono dall’anno 2026-2027 l’indicazione per tutte le scuole di “intervalli attivi da svolgere all’aperto” per promuovere il movimento e l’apprendimento.
Intervallo e responsabilità sulla sicurezza
L’autonomia scolastica gioca un ruolo chiave nella gestione dell’intervallo, lasciando ai singoli istituti la responsabilità di regolare tempi e modi. Tuttavia, le norme che abbiamo citato implicano che le scuole sono incoraggiate a prevedere degli intervalli di almeno 10 minuti, durante i quali è richiesta la vigilanza del personale docente. Questo non solo sottolinea l’importanza della pausa ma implica anche che le scuole hanno la responsabilità di offrire un ambiente sicuro e controllato durante questi momenti.
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A questo proposito si può evidenziare questa tendenza: molte scuole, comprese quelle dell’infanzia, tendono a limitare le uscite per un semplice discorso di responsabilità civile sulla sicurezza degli studenti: purtroppo si deve far notare che gli insegnanti sono sempre meno propensi a prendersi responsabilità aggiuntive, come portare i bambini in cortile, anche perché in passato vi sono state numerose cause civili intentate dai genitori stessi.
Il fatto di non portare i bambini fuori in cortile limita quindi il rischio che i bambini possano farsi male e quindi limitano le chiamate in causa per i docenti.
Come ottenere la ricreazione
Quindi la ricreazione, anche se non è espressamente garantita da una legge specifica, è indirettamente sostenuto dai regolamenti sul benessere degli studenti. L’approccio migliore per assicurarsi che le scuole rispettino il diritto a pause durante l’orario scolastico consiste nell’utilizzare i canali ufficiali e i rappresentanti di classe in modo da sollecitare l’adozione o l’applicazione di regolamenti che prevedano adeguati intervalli.
Quindi per ottenere l’intervallo nelle scuole dei nostri figli si dovrebbe iniziare controllando il Regolamento d’Istituto per verificare se l’intervallo è già previsto ma non applicato. Se necessario, si può organizzare una raccolta firme che coinvolga alunni e professori per evidenziare l’importanza e la richiesta diffusa per adottare tempi e luoghi per l’intervallo più adatti alle esigenze dei bambini.




