Più fumetti, meno smartphone : la nuova passione che piace anche a genitori e insegnanti

3 marzo 2026 –

Ultimamente si parla molto di smartphone e bambini, soprattutto in merito al dibattito se sia giusto mettere un divieto per gli under 15 sui social per limitare la loro dipendenza dai dispositivi.

Ebbene, andando un po’ controcorrente rispetto al dibattito centrale, molti bambini stanno facendo una scelta sorprendente: sul divano, in auto, prima di dormire… aprono un fumetto o una graphic novel.

Non è solo nostalgia. È un cambiamento che educatori e genitori stanno seguendo con interesse, perché racconta qualcosa di importante: i bambini cercano altri tipi di storie, oltre a quelle usa e getta, immediatamente fruibili su telefonino. Sono storie che si possono collezionare, sfogliare e “abitare” con calma, che parlano con un loro linguaggio visivo tutto particolare.

I fumetti non “rovinano” la lettura: spesso la accendono

Secondo il National Literacy Trust (Regno Unito), circa 2 ragazzi su 5 (40,3%) tra 8 e 18 anni leggono fumetti o graphic novel almeno una volta al mese (su carta, su schermo o entrambi). E, dato ancora più interessante, chi legge fumetti tende più spesso ad avere un atteggiamento positivo verso la lettura in generale.

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Tradotto in parole semplici: per molti bambini i fumetti non sono “il piano B” rispetto ai romanzi. Sono la porta d’ingresso.

E questa porta è preziosa soprattutto per:

  • chi fatica a concentrarsi su testi lunghi,
  • chi si sente “inadeguato” quando deve leggere pagine piene di righe,
  • chi ha bisogno di agganci visivi per capire e ricordare meglio.

Perché funzionano così bene? Il cervello dei bambini ama il contesto

Nei fumetti, il testo non sta mai da solo: è sostenuto da immagini, ritmo, espressioni dei personaggi, dettagli di scena. Questo abbassa l’ansia da prestazione (“non capisco, quindi non sono capace”) e aumenta la probabilità che il bambino dica: “Ok, continuiamo la storia”.

Molti educatori sottolineano un punto chiave: le immagini aiutano a dedurre il significato di parole nuove, quindi il bambino può incontrare un lessico più ricco senza sentirsi travolto. È anche l’idea sostenuta dallo scrittore Adam Murphy, che ha criticato lo “snobismo” verso i fumetti come strumento di apprendimento.

In pratica, per un lettore “riluttante” la graphic novel può trasformare la lettura da compito a esperienza: capisco → mi sento capace → mi incuriosisco → leggo ancora.

Molti insegnanti oggi guardano ai fumetti come a testi “multimodali”: parole + immagini + sequenza narrativa. In Italia esistono anche progetti che portano il fumetto a scuola con autori e laboratori, proprio per lavorare su comprensione, lessico e produzione di storie.

Quando un bambino capisce che “quello che legge per piacere” è anche portato in classe, succede qualcosa di bellissimo: si sente competente.

Schermi e fumetti: non deve essere una guerra di religione

Vale la pena dirlo chiaramente: non è necessario demonizzare la tecnologia per amare i fumetti. Anzi, alcuni bambini leggono graphic novel anche in digitale.

La vera differenza non è “carta vs schermo”, ma piuttosto:

  • contenuto finito vs flusso infinito
  • lettura attiva vs consumo passivo
  • tempo scelto vs tempo catturato

Se i fumetti aiutano tuo figlio a scegliere, concentrarsi e portare a termine una storia… sta già andando nella direzione giusta.C’è un equivoco diffuso: pensare che l’alternativa allo schermo sia solo “fare altro”. In realtà, l’alternativa più potente è trovare qualcosa che dia la stessa sensazione di immersione, ma con un ritmo più umano.

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Quindi i fumetti vincono per almeno tre motivi:

  1. Sono immediati: apri e sei già dentro la storia.
  2. Sono finiti: un capitolo, un volume, un arco narrativo. Non c’è lo scorrimento infinito tipico di molti contenuti digitali.
  3. Si leggono al proprio passo: non accelerano da soli, non ti “tirano” fuori con notifiche.

E per tanti genitori questo è un sollievo: non è una guerra quotidiana, è una sostituzione naturale.

Non è un fenomeno piccolo: il mercato cresce

La crescita dell’interesse si vede anche fuori casa. Secondo Fortune Business Insights, il mercato globale dei fumetti è stato stimato a 16,83 miliardi di dollari nel 2024 e proiettato a 17,69 miliardi nel 2025, con una previsione di 26,75 miliardi entro il 2032.

Dentro questo boom ci sono dinamiche diverse (manga, graphic novel “per principianti”, nuove collane pensate per giovani lettori), ma il segnale è uno: le storie disegnate sono tornate centrali.

“Ma allora va bene anche se legge solo fumetti?”

Questa è una domanda che molte mamme e papà si fanno (e spesso con un filo di senso di colpa).

La risposta più utile, nella vita reale, è: dipende da che cosa intendi per “solo”.

Se tuo figlio:

  • legge con piacere,
  • chiede nuovi titoli,
  • parla delle storie,
  • si allena a seguire una trama,
  • arricchisce il vocabolario,
  • migliora la comprensione…

…allora non stai “perdendo” lettura: la stai costruendo.

Piuttosto, puoi usare i fumetti come trampolino:

Una strategia semplice (e non stressante):

  • alterna un fumetto che ama + un libro breve ad argomento affine (avventura, mistero, sport, animali…)
  • crea un “ponte” con domande leggere: “Ti è piaciuto quel personaggio? Ti va di provare una storia simile ma senza disegni, per vedere com’è?”

Senza forzature. Perché la cosa più fragile, quando parliamo di lettura, è la motivazione.

Come scegliere fumetti e graphic novel

Non serve essere esperti: bastano tre criteri pratici.

1) Età e sensibilità
Alcune storie hanno temi intensi (lutto, paura, violenza) anche se sono illustrate. Dai sempre una sfogliata veloce prima, soprattutto sotto i 10 anni.

2) Livello di testo
Ci sono fumetti con pochissime battute e altri molto “densi”. Se tuo figlio è un lettore riluttante, meglio partire da pagine ariose e dialoghi chiari.

3) Interessi reali (non quelli che “dovrebbe” avere)
Animali, calcio, misteri, fantasy, amicizia, scuola, umorismo: l’aggancio emotivo conta più del “genere giusto”.

E sì: anche i manga possono essere una grande palestra, perché allenano la lettura seriale (voglio sapere cosa succede dopo) e l’abitudine a seguire trame lunghe.

5 idee semplici per favorire la lettura (senza pressioni)

  1. Lascia fumetti in giro (tavolino, zaino, auto): la disponibilità crea la curiosità e l’abitudine.
  2. Leggete insieme 10 minuti: anche se “sa già leggere”, farlo compagnia abbassa lo sforzo e aumenta la condivisione.
  3. Fai domande interessate, non interrogatori: “Chi ti ha fatto ridere?” funziona più di “Che hai capito?”.
  4. Usa la biblioteca della tua città e le fumetterie: poter scegliere è già la metà del piacere di leggere
  5. Non usare la lettura come punizione: leggere deve restare un arricchimento emotivo e cognitivo, non un dovere.

FAQ

I fumetti aiutano davvero la comprensione del testo?
Sì, perché offrono un supporto visivo che aiuta a ricostruire significati, collegare eventi e seguire una sequenza narrativa. Per molti bambini è un modo più accessibile per allenare comprensione e continuità.

Mio figlio legge fumetti ma non vuole libri “senza disegni”: che faccio?
Non accelerare. Crea una transizione dolce: scegli racconti brevi, libri illustrati più “testuali”, romanzi con capitoli corti. L’obiettivo è mantenere la motivazione e allargare gradualmente agli altri generi.

Meglio fumetti di carta o digitali?
Entrambi possono andare bene. Se il digitale porta distrazioni (notifiche, altre app, scorrimento troppo frenetico), la carta spesso aiuta a concentrarsi meglio. Se invece il digitale è usato in modo corretto e dedicato alla lettura, può essere una buona alternativa.

Fumetti e graphic novel, da dove iniziare

Ed ecco i migliori fumetti per bambini e ragazzi:

Infine, vi lasciamo qualche consiglio da parte di Libri con le Fragole, alias Andrea Collins Amadio:

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