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14/09/2026
Un’estate di tre mesi senza lezioni può diventare un problema di organizzazione e di spesa per molte famiglie.
Caterina Balivo, 46 anni e madre di due figli di 9 e 14 anni, ha criticato l’attuale organizzazione della scuola, invitando a ripensarne sia i contenuti sia la durata dell’anno scolastico.
Nella stessa intervista ha raccontato anche la scelta di non dare uno smartphone alla figlia prima dei 13 anni.
La pausa estiva e il carico sulle famiglie
“Che senso ha tenere a casa i ragazzi per tre mesi?”, è la domanda posta da Balivo. La conduttrice ha definito anacronistico il sistema scolastico e ha osservato che, accanto a una riforma dei contenuti, andrebbe ripensata anche la durata della scuola.
Durante l’estate, ha spiegato, molti bambini e ragazzi passano da un centro estivo a un’attività sportiva o a esperienze nella natura. Per le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori, questa organizzazione può avere costi non sempre sostenibili. Il tema riguarda quindi l’equilibrio tra calendario scolastico, lavoro degli adulti e attività disponibili per bambini e ragazzi nei mesi di chiusura.
La richiesta di rivedere il calendario scolastico
Il dibattito sul calendario è al centro anche di “Ristudiamo il calendario”, la petizione promossa da WeWorld e Mammadimerda. Nel 2025 l’iniziativa ha raccolto oltre 75.000 firme, consegnate da WeWorld in Senato, per chiedere alle istituzioni di valutare l’apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extrascolastiche.
La petizione chiede inoltre l’introduzione obbligatoria del tempo pieno fino ai 14 anni in tutte le scuole. Si tratta di richieste di riorganizzazione del tempo scolastico, non di modifiche già approvate del calendario.
Secondo un sondaggio realizzato nel 2025 da WeWorld e Mammadimerda, una famiglia su due segnalava difficoltà per figli e figlie nella ripresa della scuola a settembre. Una famiglia su 20 dichiarava di aver rinunciato a opportunità lavorative o di aver lasciato il lavoro per gestire la lunga pausa estiva. Per coprire solo una parte delle settimane di chiusura, il costo medio indicato dal sondaggio era di circa 530 euro per figlio, tra centri estivi, attività educative e altre forme di supporto.
La scelta sullo smartphone della figlia
Balivo ha parlato anche delle regole digitali adottate in casa. La figlia, ha spiegato, non avrà uno smartphone personale almeno fino ai 13 anni. La famiglia ha però mantenuto la possibilità di comunicare in autonomia con genitori, nonni e amiche attraverso un telefono fisso.
La scelta distingue la possibilità di telefonare dall’uso di uno strumento che permette anche l’accesso a social e applicazioni. Sul fronte della scuola, invece, resta il nodo quotidiano richiamato dalla conduttrice e dalla petizione: nei mesi estivi, per molte famiglie, la chiusura delle lezioni richiede soluzioni organizzative e risorse economiche aggiuntive.




