Foto di Marek Piwnicki su Pexels
13/09/2026
Un ragazzo di 13 anni si era presentato a scuola con una pistola nello zaino. L’episodio è avvenuto in una scuola media di Taviano, nel Salento, nelle ultime settimane dell’anno scolastico. Il Tribunale per i minorenni di Lecce ha disposto il non doversi procedere nei confronti del ragazzo, che aveva meno di 14 anni. Padre e madre, invece, rispondono dell’accusa di porto abusivo di arma da fuoco in concorso.
L’allarme nella scuola media di Taviano
Il 13enne avrebbe mostrato l’arma ad alcuni compagni di classe. I ragazzi avrebbero poi avvisato un insegnante, che ha portato la situazione all’attenzione della dirigente scolastica.
La dirigente ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Casarano. I militari sono arrivati nell’istituto per gli accertamenti e la pistola è stata sequestrata, quindi sottoposta a verifiche. Il fatto ha riguardato una scuola frequentata da studenti molto giovani e ha riportato l’attenzione sulla sicurezza negli spazi scolastici.
Le verifiche sulla pistola
Dalle verifiche è emerso che l’oggetto non sarebbe stato una semplice riproduzione in plastica. L’arma viene descritta come una pistola da softair modificata e realizzata in ferro, calibro 6, modello 92 Fs.
La qualificazione dell’oggetto è uno degli elementi centrali della vicenda. La pistola era stata portata nell’edificio scolastico e mostrata, secondo la ricostruzione, ad alcuni alunni prima che l’insegnante venisse informato e la dirigente attivasse l’intervento dei Carabinieri.
Il provvedimento per il ragazzo e l’accusa ai genitori
Il Tribunale per i minorenni di Lecce ha disposto il non doversi procedere per il 13enne in ragione della sua età, inferiore a 14 anni. Il provvedimento riguarda la posizione del ragazzo, coinvolto nell’episodio avvenuto a Taviano.
È diversa la posizione dei genitori. Padre e madre rispondono di porto abusivo di arma da fuoco in concorso. L’accusa riguarda gli adulti, mentre per il minore il tribunale ha adottato il provvedimento legato al requisito dell’età.
Per famiglie e scuola resta il nodo concreto emerso nell’istituto di Taviano: l’allarme è partito dai compagni che avrebbero visto l’arma e dall’avviso dato a un insegnante, fino all’intervento della dirigente e dei Carabinieri.




