Educazione alimentare a scuola fin dall’infanzia: l’85% degli italiani è favorevole

Per il Rapporto Coldiretti/Censis, l’85% degli italiani sostiene progetti di educazione alimentare a scuola fin dall’infanzia. L’indagine rileva che la consapevolezza del legame tra cibo e salute arriva spesso in età adulta.

Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Mamme.it.

20/10/2026

L’85% degli italiani ritiene utile introdurre a scuola progetti di educazione alimentare fin dall’infanzia. Il dato, contenuto nel Rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute”, fotografa il consenso verso un percorso che aiuti bambini e ragazzi a riconoscere il legame tra ciò che mangiano e la salute. L’indagine evidenzia anche quando, secondo gli intervistati, questo legame viene compreso più spesso: non nei primi anni di vita, ma soprattutto in età adulta.

Quando si impara il legame tra cibo e salute

Solo il 5% degli intervistati indica l’infanzia come il periodo in cui ha compreso con maggiore chiarezza il rapporto tra alimentazione e salute. La quota sale al 19% per l’adolescenza, mentre il 52% colloca questa consapevolezza nella prima età adulta. Un ulteriore 20% la riferisce all’età matura o avanzata.

Il dato mette in luce una distanza tra il momento in cui, secondo il rapporto, si consolidano abitudini alimentari destinate a durare nel tempo e quello in cui molte persone dichiarano di aver capito il valore del cibo sano. È in questo quadro che si inserisce il sostegno ai progetti scolastici fin dall’infanzia: per l’85% degli italiani coinvolti nell’indagine, possono aiutare i più giovani a comprendere il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione.

La scuola è indicata come un luogo centrale

Il sostegno non riguarda soltanto l’avvio dei progetti: il 95% degli intervistati riconosce agli istituti scolastici un ruolo importante nella promozione della cultura del buon cibo. Il dato segnala quanto la scuola sia considerata un contesto in cui affrontare questi temi, accanto agli apprendimenti ordinari.

Anche le figure sanitarie sono chiamate in causa: per il 94% degli intervistati, medici e personale sanitario possono dare un contributo significativo. Le percentuali descrivono quindi una responsabilità educativa condivisa, nella quale la scuola ha un ruolo di primo piano ma non esclusivo. Si tratta del sostegno espresso dagli intervistati a possibili progetti, non dell’avvio di nuovi insegnamenti nelle scuole.

Il rapporto propone un’alleanza educativa

Il Rapporto Coldiretti/Censis, intitolato “La filiera della buona salute”, è stato presentato alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, promosso da Coldiretti con la collaborazione di The European House – Ambrosetti. Tra gli elementi messi in evidenza c’è la necessità di rafforzare la collaborazione tra famiglie, scuole, mondo sanitario e agricoltori.

L’obiettivo indicato è fornire alle nuove generazioni strumenti per compiere scelte alimentari consapevoli. Per famiglie e scuole, il nodo è il divario emerso dall’indagine: l’85% degli intervistati ritiene utili progetti fin dall’infanzia, ma solo il 5% colloca in quella fase la comprensione del legame tra cibo e salute.

Redazione
Redazione

La Redazione di Mamme.it è composta da mamme, blogger e professionisti del settore che condividono esperienze, informazioni e approfondimenti dedicati alla gravidanza, alla maternità, alla crescita e all'educazione dei bambini. Ogni giorno lavoriamo per offrire alle famiglie contenuti utili, chiari e aggiornati, con particolare attenzione all'affidabilità delle informazioni e alle fonti scientifiche

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *