Foto di Craig Adderley su Pexels
Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Mamme.it.
21/10/2026
L’INPS sperimenta a Bologna la possibilità di predisporre la pratica del congedo di maternità senza che la lavoratrice debba presentare domanda.
Il progetto, realizzato con alcune imprese del territorio, parte dal certificato telematico di gravidanza inviato dal medico e utilizza le informazioni già disponibili nelle banche dati dell’Istituto. È una prima fase di prova, non una procedura già estesa a tutte le lavoratrici.
Dal certificato alla pratica predisposta
Nel modello in sperimentazione, il certificato telematico di gravidanza è il punto di partenza del percorso amministrativo. Una volta ricevuta la comunicazione del medico, l’INPS può utilizzare i dati che ha già a disposizione per predisporre automaticamente la pratica. La prova serve a verificare se questo meccanismo possa superare l’onere della domanda a carico della lavoratrice e rendere più semplice l’accesso alla prestazione.
Il cambiamento messo alla prova riguarda quindi l’avvio della pratica: invece di attendere una richiesta iniziale, l’Istituto si attiverebbe sulla base delle informazioni già trasmesse e di quelle presenti nei propri archivi. Il funzionamento del sistema deve però essere verificato sul campo. Per le lavoratrici fuori dalla sperimentazione, il progetto non equivale all’introduzione di una procedura senza domanda.
La sperimentazione parte a Bologna
La fase iniziale si svolge a Bologna, nell’ambito di un’iniziativa avviata in Emilia-Romagna con il coinvolgimento di alcune imprese del territorio. Osservare il sistema in questo contesto permetterà all’INPS di valutarne il funzionamento e le ricadute sull’organizzazione delle attività amministrative. Solo dopo la prima fase potrà essere presa in considerazione un’eventuale estensione del modello.
Maria Sciarrino, direttrice centrale Ammortizzatori sociali dell’INPS, ha presentato il progetto come un passo verso servizi più semplici e proattivi. Ha spiegato che l’utilizzo del certificato telematico e dei dati già disponibili punta a predisporre la pratica senza il passaggio iniziale della domanda. È questo il risultato che la sperimentazione deve mettere alla prova, prima che il modello possa essere valutato per altri contesti.
Meno attività ripetitive per gli uffici
La prova riguarda anche il lavoro delle sedi territoriali. Tra gli obiettivi indicati da Sciarrino c’è la riduzione degli adempimenti e delle attività ripetitive, così da consentire agli uffici di concentrarsi sui casi amministrativi più complessi. Le ricadute sull’organizzazione saranno valutate insieme alla capacità del sistema di predisporre le pratiche utilizzando le informazioni già disponibili.
Per le famiglie coinvolte, il punto concreto è capire se il certificato di gravidanza e i dati dell’INPS possano avviare la pratica senza una domanda della lavoratrice. La fase di Bologna dovrà verificare sia il funzionamento di questo passaggio sia i suoi effetti sulle attività delle sedi territoriali.




