Al via le domande per l'Assegno Unico: oltre 110 mila in 48 ore

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Cambiano le regole per il sostegno alle famiglie. Da gennaio 2022 parte l’assegno unico per i figli e all’Inps sono già arrivate 110mila domande in 48 ore.

Sono circa 11 milioni i bambini e ragazzi interessati a questo un contributo per la loro crescita che coinvolge anche i maggiorenni lavoratori fino a 21 anni il cui guadagno, a patto che non superi gli 8 mila euro annui.

Le regole per l’assegno unico

La nuova normativa per il sostegno alle famiglie prevede un contributo per le donne dal settimo mese di gravidanza, per i figli minorenni, per i figli disabili senza limiti di età e per i maggiorenni fino a 21 anni che frequentano l’Università o corsi di formazione, ma anche per i ragazzi con un guadagno non superiore agli 8mila euro annui.

Una rivoluzione che interessa i lavoratori dipendenti, gli autonomi, ma anche i disoccupati e gli inoccupati con qualsiasi fascia di reddito, anche se l’importo varia in relazione all’ISEE - Indicatore di Situazione Economica Equivalente. Un ISEE pari o inferiore a 15mila annui dà diritto a ricevere l’assegno di importo maggiore che corrisponde a 175,00 euro mensili per ciascun figlio, mentre il contributo scende gradualmente fino a 50 euro per un ISEE pari o superiore a 40mila euro annui. Per verificare l'effettivo importo spettante a ciascun nucleo famigliare, è possibile usufruire dell'apposito simulatore proposto dall'Inps.

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Le domande devono essere presentate entro il la fine di febbraio dai genitori direttamente online sul sito Inps, oppure ci si può rivolgere ad un patronato o si può compilare la domanda con l’aiuto di un contact center. E' possibile presentare la domanda anche senza l'Isee, in questo caso verrà erogato il contributo minimo di 50 euro a figlio.

L'importo verrà erogato a partire da marzo e si può scegliere di ricevere il versamento secondo tre modalità: accredito sul conto corrente o postale e l’erogazione di un bonifico domiciliato. L'Inps specifica inoltre che per le domande pervenute entro il 30 giugno 2022 saranno riconosciuti anche gli arretrati delle mensilità non percepite.

L’assegno unico e le altre forme di sostegno per le famiglie

L’assegno unico non sostituisce il "bonus asilo" che è stato istituito nel 2016 per promuovere il lavoro delle donne, ma spariscono il "bonus mamma domani", il "bonus bebè" e vengono cancellate anche le detrazioni fiscali a favore delle famiglie con figli minori di 21 anni.

L’assegno unico per i figli non influisce sulla determinazione del reddito complessivo della famiglia ed è compatibile con il reddito di cittadinanza e anche con altre forme di contribuzione eventualmente erogate dagli anti locali.