Alla scoperta del cinema d’animazione con il Festival di Annecy

Il cinema d’animazione è un universo sconosciuto (e forse misconosciuto).

Il grande pubblico conosce Walt Disney, le grandi produzioni giapponesi di anime, o magari Hayao Miyazaki, qualche nuovo Studios anglosassone, come la Aardman Animations, ma nulla di più.

Ebbene, ad insaputa dei più, l’animazione non si esaurisce qui. Anzi, verrebbe da dire che quelli citati sono solo la punta di un enorme iceberg.

La maggior parte dei lavori animati, infatti, sono cortometraggi, della durata di pochi minuti, quasi sempre non parlati, realizzati con tecniche spesso sperimentali e, soprattutto, autoprodotti.

Quello delle produzioni indipendenti, infatti, è un sottobosco denso e fitto, che sta alle spalle dei grandi Studios, ben nascosto dalla loro ombra. Ma, quando si ha l’occasione di portarlo alla luce, si rimane talmente abbagliati da non poterne più fare a meno.

Dal momento che le uniche occasioni che si hanno per scoprire e ammirare questi lavori sono i Festival e le Rassegne di settore, un appuntamento da segnare sul calendario è quello con il Festival d’Animazione di Annecy, in Francia.

Posto in una cittadina molto piacevole, anche per una gita estiva, può essere una buona meta per trascorrere qualche giorno insieme a tutta la famiglia.

Il Festival, nato nel 1960, si svolge per una settimana agli inizi di giugno. Creato come evento biennale, dal 1998, vista la risonanza internazionale, è diventato un appuntamento annuale. Luogo privilegiato per l’animazione d’autore, indipendente e fuori dai canali di distribuzione canonici, quello di Annecy è un vero e proprio trampolino di lancio per chi ottiene un riconoscimento. Una giuria di esperti del settore premia i migliori lavori, anche sperimentali, di giovani e talentuosi animatori e il pubblico ha la possibilità di vedere qualcosa di unico, non convenzionale e, soprattutto irripetibile.

Scorrendo i premi dell’edizione appena passata, tutti i titoli e gli animatori vincitori sono pressoché sconosciuti, sfortunatamente.

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