Attenzione alle batterie a bottone: come il miele può aiutare prima di arrivare al pronto soccorso

Molti dei nostri strumenti tecnologici sono alimentati a batterie.

Dal telecomando del televisore, a quello della macchina, passando per mouse senza fili e orologi, tutti questi mezzi, che abbiamo a disposizione nelle nostre case, sono dei potenziali pericoli per i bambini.

Un gioco e una scoperta innocente possono trasformarsi in un incubo. Non vogliamo spaventarvi bensì darvi una mano per capire quali sono i possibili sintomi e quanto qualche piccolo accorgimento sia indispensabile per evitare delle situazioni spiacevoli e pericolose per i piccoli.

A richiamare l’attenzione dei genitori è l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Batteria a bottone ingerita da un bambino: perché è un’emergenza

L’ingestione di una batteria a bottone deve essere considerata una vera emergenza medica, anche quando il bambino apparentemente sta bene.

Filippo Torroni, responsabile dell’Alta specializzazione in Endoscopia digestiva d’urgenza dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia e nutrizione del Bambino Gesù, sottolinea infatti che, se la batteria rimane bloccata nell’esofago, può provocare lesioni molto gravi già nel giro di due ore.

Il problema è che il danno può iniziare anche in assenza di sintomi evidenti. Per questo motivo, davanti a un’ingestione certa o anche soltanto sospetta, è fondamentale portare immediatamente il bambino al pronto soccorso.

Quando la batteria entra in contatto con i tessuti dell’esofago si innesca una reazione capace di provocare rapidamente una vera e propria ustione della parete esofagea.

Nei casi più seri il danno può coinvolgere anche i tessuti circostanti e determinare complicazioni come perforazioni, restringimenti dell’esofago e fistole tra esofago e trachea o tra esofago e grandi arterie. Queste ultime possono provocare emorragie potenzialmente fatali, che possono verificarsi anche a distanza di giorni o settimane dalla rimozione della batteria.

I sintomi a cui prestare attenzione

Uno degli aspetti che rende questi incidenti particolarmente pericolosi è il fatto che l’ingestione della batteria può avvenire senza che un adulto se ne accorga.

Inizialmente il bambino potrebbe non manifestare alcun disturbo. Quando compaiono, inoltre, i sintomi possono essere poco specifici e facilmente confusi con quelli di altri problemi.

Tra i possibili segnali ci sono difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, vomito, tosse comparsa improvvisamente, alterazioni della voce e dolore al torace o all’addome.

La mancanza di sintomi, quindi, non permette di escludere il pericolo: se manca una batteria da un dispositivo o si sospetta che il bambino possa averla ingerita, è necessario rivolgersi subito al pronto soccorso.

Batteria a bottone ingerita: dare il miele può aiutare (ma solo in determinate condizioni)

In attesa di raggiungere il pronto soccorso, esiste un’indicazione particolare che riguarda il miele, ma soltanto in determinate circostanze.

Secondo le indicazioni riportate dal Bambino Gesù, nei bambini con più di 12 mesi, capaci di deglutire, quando si presume che l’ingestione sia avvenuta da meno di 12 ore, è possibile somministrare 10 ml di miele ogni 10 minuti, fino a un massimo di sei dosi.

Il miele può contribuire a rallentare l’evoluzione della lesione, ma è fondamentale ricordare che non è una cura e non deve in alcun modo ritardare l’arrivo in pronto soccorso.

Non bisogna invece cercare di provocare il vomito né somministrare altri alimenti o bevande con l’obiettivo di far scendere la batteria nello stomaco.

Il Bambino Gesù è uno dei pochi centri pediatrici italiani attrezzati per affrontare le forme più complesse di questa emergenza attraverso un’équipe multidisciplinare che comprende endoscopisti digestivi pediatrici, specialisti dell’emergenza, cardiochirurghi, anestesisti-rianimatori, otorinolaringoiatri, radiologi e personale infermieristico specializzato.

Per le famiglie, la prevenzione resta però fondamentale: tenere le batterie a bottone lontane dai bambini e controllare gli oggetti che le contengono può evitare un incidente domestico dalle conseguenze potenzialmente gravissime.

Ingestione di batterie: i sintomi

Non è semplice comprendere se il piccolo ha ingerito una piccola batteria al litio: alcune sono molto piccole e un momento di distrazione potrebbe essere fatale.

Per questo è sempre bene evitare di lasciare gli strumenti elettronici che le contengono tra le loro mani.

Nel caso ci fosse un reale sospetto è bene prestare attenzione a questi sintomi e portare immediatamente il piccolo al Pronto Soccorso. Un intervento preventivo dei professionisti della sanità, infatti, potrebbe essere indispensabile per risolvere la situazione, diminuendo il rischio di danni permanenti.

Ecco i sintomi che potrebbero essere associati ad un’ingestione di batterie. 

  • Inappetenza
  • Salivazione eccessiva
  • Vomito
  • Difficoltà a mangiare e bere
  • Dolore alla gola, al petto e alla pancia
  • Difficoltà respiratorie

Accorgimenti per evitare che i bimbi entrino in contatto con le batterie

I sintomi più evidenti dell’indigestione di batterie arrivano dopo un po’ di tempo e causano dei danni gravissimi alla vita del bimbo. Attuare delle misure preventive per evitare che i bimbi giochino con questi strumenti è doveroso per proteggerli.

Controllare bene che i giocattoli alimentati con batterie al litio siano sicuri, evitare di lasciare oggetti contenenti pile liberi per la casa e non posizionare quelle ormai inutilizzabili in luoghi facilmente accessibili per i più piccoli.

Le mamme devono avere tanti occhi, ma alcune volte delle piccole accortezze possono rendere la vita più sicura.

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