Aylan, il figlio che tutti abbiamo pianto

aylan

C'è una foto che sta facendo il giro del mondo. Scatenando indignazione, pena e tanto dolore. Si chiamava Aylan il bambino di tre anni trovato morto assieme alla mamma e al fratello di 5 anni sulla spiaggia di Bodrum, Turchia. Il suo profilo riverso sulla spiaggia, la testolina rivolta al mare e poi le braccia di chi lo ha sollevato per l'ultima volta sono ormai un'immagine indelebile nella mente di noi a casa.

La morte di Aylan è l'ennesimo grido di dolore di una situazione di giorno in giorno sempre più insostenibile, animando cori di voci e polemiche.

Da un lato si sono innalzate voci di protesta inneggianti la completa perdita dei valori umani. Chi lascia casa e approda sulle nostre coste non lo fa per piacere, ma per disperazione. Tutti abbiamo diritto ad una vita dignitosa, a veder crescere i nostri figli lontano da guerre a fame, e se questo vuol dire lasciare la propria terra per una seppur remota possibilità di riscatto, allora vale la pena tentare il tutto per tutto e fare un salto nel vuoto. Anche a rischio della propria vita.

D'altra parte però, cresce sempre più un altro focolaio di aspre polemiche. Si tratta di quelli che non condividono l'idea di offrire degli aiuti quando i primi ad avere difficoltà ad arrivare a fine siano le famiglie italiane. Per non parlare poi di chi ospitiamo: quale aiuto, quale contributo in più possono dare al nostro Paese? 

Insomma, pare che l'unica cosa che ci tenga uniti in questo immane e continuo dramma sia il dolore, rappresentato in questi giorni più che mai dalla foto della morte di Aylan.

E voi, mamme e donne, cosa ne pensate di questa situazione? Da che parte state?

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78 comments

  1. Bru Mara Effe 3 settembre, 2015 at 20:07 Rispondi

    La nostra umana compassione, inevitabile, autentica e profonda per questi corpicini straziati, non è sufficiente a risolvere il problema dei profughi. La soluzione, infatti, non può senz’altro essere un’accoglienza irrazionale e indiscriminata, che continua ad alimentare il traffico di esseri umani da parte degli scafisti. Senza contare il fatto che l’Italia non è materialmente pronta a diventare la meta definitiva di un esodo di massa. Lungi dall’essere una mera pratica di compassione-social da parte dei buonisti 2.0, il problema degli immigrati è innanzitutto una questione politica e morale.

  2. Mony Monia Mony 3 settembre, 2015 at 20:07 Rispondi

    Basta pubblicare l’immagine del piccolo Aylan.. Ogni volta che scorro la Home di Facebook trovo quell’immagine, accendo la TV e vedo quell’immagine, apro una pagina internet e trovo quell’immagine.. È un dolore immenso ogni volta che la vedo, ogni volta che mi appare davanti quel corpicino accasciato sulla riva, mi si spezza il cuore e non capisco come sia possibile far fare questa fine ad un bimbo di soli 3 anni, impotente, incapace, inconsapevole di ciò che sta facendo, e pensare che lui come suo fratellino di 5 anni e tanti altri bambini ora non ci sono più.. Come si può imbarcarli e sperare che Dio li aiuti ad arrivare sani e salvi? O affidandoli a chissà chi, in cambio di soldi? La certezza che arrivino in Italia é pari al 10% ma te genitore, non puoi permetterti di fargli rischiare la vita per cercare fortuna. Forse sbaglierò, forse non capirò mai cosa significhi vivere in quei paesi cosi poveri, ma una cosa ora la capisco, un figlio é la cosa più importante che un genitore possa avere e la speranza di un futuro migliore per loro, non può essere minimamente paragonata alla percentuale così bassa che c’è nell’imbarcarli con la speranza che arrivino a destinazione sani e soprattutto salvi.
    Sicuramente queste cose é una vita che avvengono e solo ora “grazie” ai media ne possiamo constatare purtroppo l’esistenza. Ma fa troppo male guardare quell’immagine.. A mente mia continuo a pensare che Aylan sia li sdraiato a terra, stanco dopo aver giocato nell’acqua, magari con il suo fratellino..perché lui poverino, magari sarà partito dal suo paese pensando che tutto quello era solo un gioco. Riposa in pace piccolo e continua a giocare con i tuoi amichetti angeli li in paradiso, perché te povera anima innocente, solo li ora potrai essere.
    Questo é quello che penso e che ho scritto stamattina sul mio profilo.

  3. Valentina Roncalli 3 settembre, 2015 at 20:23 Rispondi

    La nostra compassione va nelle preghiere non nelle foto da pubblicare.. E da ora in poi chi pubblica queste foto avrà meno la mia amicizia o like, perché va oltre il finto buonismo, oltre l indecenza, oltre ogni limite! Pensate se fosse vostro figlio e tutti davanti a questa tragedia mettessero la sua foto così? Chi ha fatto questa foto non aveva niente di meglio da fare? È l apoteosi della perversione e dello schifo fotografare una povera anima morta!Non è ne tristezza, ne sensibilizzazione né pietà né informazione. . Imparate ad avere la compassione, quella vera! Cosa volete sentirvi dire che ci dispiace? Mi spezza il cuore! Più mi appare questa foto più mi sembra di vedere mio figlio e quindi? Che scoperta!È ovvio.. sarebbe disumano il contrario.. se avete dubbi siete davvero messi male. la strumentalizzazione di certe foto non è perdonabile..X informare bastano le parole.

  4. Enza Bi 3 settembre, 2015 at 20:30 Rispondi

    Un pugno nello stomaco che fa tanto, tanto male. Non oso immaginare il livello di orrore e disperazione che possa spingere un genitore a sottoporre i figli a questo rischio, ringrazio il cielo di non conoscere lo strazio della guerra e non mi sento di giudicare chi si avventura in qualcosa di così pericoloso. L’unica cosa che spero è che certi scossoni possano spingere non solo noi comuni mortali, che al massimo possiamo aiutare con donazioni, ma anche qualcuno ai piani alti che possa aver conservato un briciolo di umanità.

  5. Babbonline.blogspot.it/ 3 settembre, 2015 at 20:33 Rispondi

    Quando la casa va a fuoco non è il momento di litigare delle responsabilità ma bisogna pensare a spegnerlo. Un bambino che muore in quel modo è una casa che brucia. Il nostro dolore nel vedere questa foto non conta veramente niente di fronte a quello vero, scusate ma chiudere gli occhi non serve a niente. Quello che c’è fuori rimane così com’è anche se noi non guardiamo. Vogliamo poter vivere sonni tranquilli, forse una dose di incubi nei nostri letti comodi ce li meritiamo. Almeno servisse per scuotere le coscienze di tutti, per far calare il silenzio sui proclami politici per prendere voti, sulle vuote polemiche di chi può decide sul destino degli altri potendo vivere in una casa, avendo un lavoro e potendo rimboccare le coperte dei propri figli ogni sera. Chi affronta questi viaggi deve considerarli proprio come l’ultima possibilità, altrimenti non si spiegherebbero i rischi che affrontano e che fanno affrontare ai loro figli. Qualche settimana fa su questo tema avevo scritto un post “Come spiegare a mia figlia che il mondo intorno a noi può sembrare una scenografia di cartapesta” e purtroppo è ancora più attuale. Cosa possiamo fare noi? E’ questa la grande domanda. Credo che non ci rendiamo conto del potere che potremmo avere facendo gruppo, senza bisogno di grandi rivoluzioni ma attraverso piccoli ma significativi cambiamenti quotidiani.

    • Valentine Kokeshi Lindemann 3 settembre, 2015 at 21:29 Rispondi

      Hai ragione. Siamo chiusi nella nostra bolla di sapone e ci rifiutiamo di vedere che nel mondo ci sono queste tragedie.
      Io sono “contenta” che questa foto stia girando perché è ora di piantarla di chiudere gli occhi e fare finta di niente. E vero ogni volta è una coltellata, ma è bene perché dobbiamo sapere

  6. Linda Mantuano 3 settembre, 2015 at 21:04 Rispondi

    Sono foto da censurare ovunque…nn ha scelto il piccolo di finire così. ..hanno scelto i suoi genitori x lui…nn noi…nn ne siamo i responsabili…lo sono quelli che lo permettono.
    Che si stampino questa foto come altre che ho già visto e se la mettono davanti al wc davanti al frigo sulla scrivania in auto perché in ogni momento devono guardare quel corpicino e sentirsi morire devono perdere l’appetito devono perdere il sonno…ma loro nn noi!!!

  7. Eva Bonomi 3 settembre, 2015 at 21:13 Rispondi

    Questa foto è il simbolo di un dolore e di un disagio che troppo spesso dimentichiamo essere così vicino a noi. Proviamo tutti pena ma poi nascondiamo la testa sotto la sabbia piuttosto che affrontare la realtà. O peggio ce ne laviamo le mani. come mamma il mio pensiero va al piccolo Aylan e anche al suo papà, che piange la perdita di un’intera famiglia

  8. Martina Paderni 3 settembre, 2015 at 21:18 Rispondi

    Forse non ti rendi conto di che vita fanno,di che miseria provano a vivere, di che povertà c’è e di che regimi totalitari ci sono. Scappano perché la vita per loro è senza futuro. ..hanno solo la speranza di trovare un posto migliore.

  9. Nadia Alloi Ghibaudo 3 settembre, 2015 at 21:36 Rispondi

    Non vedo un profugo,un extracomunitario, un clandestino o chissà che altro….vedo solo un piccolo tesoro che potrebbe essere il figlio di chiunque di noi…e piango ogni volta che lo vedo…perche penso al mio di cucciolo…il padre ha il cuore spezzato come qualsiasi altro padre del mondo. Sarebbe il momento si smetterla di dare nomi,etichette e additare chiunque e che cominciassimo tutti a considerarsi Persone alla stessa maniera. E non cominciate a dire che loro rubano,loro ammazzano,loro stuprano etc. Ci sono i buoni e i cattivi. Sempre stati. Sempre e dovunque .

  10. Martina Neri 3 settembre, 2015 at 21:49 Rispondi

    Che forse vedere coi propri occhi non ci darà più scuse e ci impedirà di fingere di non sapere e forse scuotera’ le nostre coscienze ed anche le coscienze degli “uomini” che davvero hanno il potere di intervenire… Ci stiamo tanto a preoccupare di quanto sia assurdo e irrispettoso pubblicare una foto del genere io penso che lasciare che certe cose succedano è disumano e non farne un resoconto mostrando le immagini di questa disgustosa realtà… Siamo a un punto e mi ci metto pure io in cui non sappiamo più rinunciare a nulla… Qui migliaia di persone si ammalano di obesita’ e la i bambini muoiono di fame e di stenti prima di arrivare ai due anni qua i nostri figli sono pieni di vestiti scarpe e giocattoli e li non si può nemmeno usufruire di acqua potabile qui i nostri figli hanno il diritto all’istruzione e li sono schiavi costretti a lavorare per mantenere la propria famiglia o peggio vengono venduti perché le famiglie non possono tenerli qui i nostri figli hanno diritto a cure e medicinali e la si muore di febbre malaria e dissenteria… Queste sono le cose che dovrebbero indignarci e non la pubblicazione di foto che testimoniano una tragedia… Il fatto che a seconda di dove nasci vieni considerato una persona o meno della spazzatura questa è l unica cosa che dovrebbe indignarci! Quindi che ben vengano queste foto terribili è ora di aprire gli occhi e agire per cambiare le cose!

  11. Veronica Nicotra 3 settembre, 2015 at 21:50 Rispondi

    OK x l’annuncio ma basta foto… sarò ignorante però perché pubblicate qst foto a me duole il cuore è un anima innocente ke purtroppo nn ha colpa di quello ke gli è successo… adesso smettetela ke dio gli dia un sereno riposo e lo protegga almeno lui. Penso ke tutto questo nn sia giusto povera creatura indifesa qst scafisti adesso con ke faccia si guarderanno allo specchio potrebbe essere figlio loro mio dio basta a qst scene strazianti piccolo Aylan

  12. Katiuscia Wallace 3 settembre, 2015 at 22:09 Rispondi

    Bisognerebbe pubblicarla continuamene perché domani tutti se ne sono già dimenticati … E non solo per lui ma per tutti quei bambini che da nord a sud del mondo soffrono pene ingiuste perché noi adulti siamo creature ingiuste e cattive…

  13. Gabi Santos 3 settembre, 2015 at 22:14 Rispondi

    Mi sono davvero rotta di vedere questo tipo di cose sul web, non si ha più la libertà di scorrere la propria pagina di Facebook, senza la paura di trovare cose del tipo da un momento all’altro, senza poter scegliere se vederlo o meno. Io sono incinta, e almeno a me, fa un effetto molto negativo vedere questa foto. Per rispetto sia di chi purtroppo ci si trova in queste pubblicazioni e anche alle persone sensibili, smettetela di condividere e/o pubblicare cose del genere!!!

  14. Elisabetta Pinna 3 settembre, 2015 at 22:54 Rispondi

    non scivolerò nella polemica della foto, polemica sterile e fone a sé, tanto le opinioni sono divergenti e non si farà u referendum su fb. mi esprimo sull’orrore, quello si. che cosa cambia verdere un bimbo morto su un social, su un giornale o al tg? a me nulla, da mamma mi si bucail cuore comunque. io sono per gli aiuti, ma ben organizzati e dove tutti fanno la loro parte. non confondiamo la situazione della siria con altre cose.

  15. Caterina Andronaco 3 settembre, 2015 at 22:54 Rispondi

    Non posso guardare questa immagine, è straziante! Non credo sia giusto mostrarla , non capisco il perché? ….per sensibilizzarci??! Ma cosa possiamo fare noi? Non siamo in grado neanche di combattere per i nostri di diritti, figuriamoci!….mi dispiace solo per questo povero piccolo, spero solo che non abbia capito, sentito nulla, anche se……..davvero non capisco il senso….mi si stringe il cuore….

  16. Priscilla Mancini 3 settembre, 2015 at 23:04 Rispondi

    è un’immagine che fa male, per tutto ciò che rappresenta…per bambini innocenti con l’unica sfortuna di essere nati nella parte sbagliata del mondo…è un’immagine che fa soffrire, perchè quel bimbo è esattamente come i nostri, che ora dormoni tranquilli nei loro lettini…e di fronte a tutto questo è davvero difficile trattenere le lacrime…

  17. Marianna Donzetti 3 settembre, 2015 at 23:14 Rispondi

    AllorA.o risposto a Tanti link tutti su questo piccolo angioletto.io non so a chi dare la colpA certa mente non colpa del padre che la messo su quella mAledetta strada. Verso la morte.la colpA e nostrAaaaaaaaa.SAPETE PERCHE !!!!!!!PER HE NON CI SIAMO RIBELLATI A TUTTI QUESTI SBARCHI .I BASTARDI GOVERNATONI MANGIANO.MANGIAMO. SU QUESTI POVERE PERSONE ALLORA.VENITE.VENITE…… RIPOSA I. PACE AMORE MIO ACCENDERO UNA CANDELINA PICCOLA ..PER TE.PICCOLA. COME ERI TU😘

  18. Ileana Medaglia 3 settembre, 2015 at 23:25 Rispondi

    Anche a me come essere umano e come mamma ancor di più questa foto fa male, anzi malissimo ogni volta che la vedo … Mi viene realmente un conato di vomito non per dire ma proprio fisico … E so che una mamma che fa questo ad un figlio e’ una mamma disperata che non aveva altra scelta. E’ da tempo che siriani come altri popoli stanno morendo per guerre e pulizie etniche di vario tipo ma noi non facciamo nulla perché questo si fermi … Solo ora con queste foto choc l’evoluto occidente forse sta aprendo gli occhi… Speriamo che non vengano richiusi appena passata la commozione. Nel frattempo oltre al pianto e alle benedizioni invito tutti a sostenere le associazioni umanitarie che operano in africa e medio oriente per offrire un futuro ad altri bambini… Ognuno di noi può essere una goccia e tante gocce creano laghi e mari

  19. Francesca Corigliano 3 settembre, 2015 at 23:43 Rispondi

    Io sarò un po forastica e poco di cuore, sebbene la foto è straziante e di cattivo gusto anche perché la pubblicazione della stessa, cosa fa cambiare? Possiamo fare nulla noi semplici umani? No?!?! E allora? Io continuo a ripetere che se la sua famiglia sarebbe rimasta a casa propria tutto ciò non sarebbe successo… E poi capisco la disperazione di una madre che vuol dare un ipotetico futuro migliore al proprio figlio,,, ma sicuramente se rimanevano a casa loro probabilmente il piccolo rimaneva in vita e non buttato così tragicamente al mare…. Scusate le mie parole ma per lo meno, è quello che io penso!!!

  20. Anziliero Valentina 4 settembre, 2015 at 01:10 Rispondi

    Quel povero cucciolo potrebbe essere un bambino qualunque!!è straziante vedere quella foto li solo x far compassione alle persone!!ormai non ce più rispetto x una persona morta,specialmente ad un bimbo che ahimè ha perso la vita in quel modo!!io non avrei il coraggio di pubblicarla da nessuna parte x rispetto della sua anima!è un piccolo indifeso e possiamo dire che sono gli adulti che fanno accadere ciò!!tante vite di grandi e piccini sono state portate via come la sua!!riposa in pace piccolino!!!

  21. Valentina Oberti 4 settembre, 2015 at 06:53 Rispondi

    appunto per la sua crudezza, l’immagine è riuscita a scuotere le coscienze di tutti noi, ormai avvezzi davanti alle “solite” foto di barconi e immigranti in arrivo. Se da una parte, la foto è riuscita nel suo intento di far conoscere davvero le condizioni umane dei migranti e delle loro famiglie, dall’altra sarebbe davvero lecito fin dove i mezzi di comunicazione possano spingersi con la pubblicazione di immagini e video: non è anche questa una violazione di dignità, una mancanza di rispetto?

  22. Emanuela Rizzo 4 settembre, 2015 at 08:47 Rispondi

    In verità io credo ci siano poche le parole che si possono dire. Un dramma una sofferenza che pagano purtroppo anche i bambini. Questo è il mondo che noi non io abbiamo costruito in anni in tanti anni di intolleranza ed ignoranza. Il lavoro che ha prodotto questi orrori da parte del capitale sono stati enormi. Io sono una donna di 62 tra poco e le mie battaglie le ho fatte a suo tempo. Sempre dalla parte degli ultimi e ne vado fiera. Che fare non so . Poi comunque scambiarci opinioni aiuta anche a cambiare punto di vista

  23. Giulia Mata 4 settembre, 2015 at 09:05 Rispondi

    Come mamma, non capisco la “indignazione” per la foto. Per fortuna esistono fotografi e reporter di guerra che documentano la storia. Ci dà fastidio vederla, come ci danno forse fastidio le foto dei bambini nei campi di sterminio nazisti, o quelle dei bambini soldato o bambini kamikaze perché ci rendono consapevoli, non più ignoranti del periodo storico nel quale viviamo e quindi siamo chiamati ad essere responsabili. Siamo forse troppo abituati a vivere nella comoda indifferenza, incapaci di commuoverci e di pregare Dio per chiedere pietà per la crudeltà umana. E se occhio non vede il cuore non duole e non facciamo nulla ovviamente per fermare le guerre e i traffici di esseri umani. Senza queste immagini non ci commuoveremmo, non penseremmo e comodi comodi ascolteremmo qualcuno che pensa per noi e che diffonde idee xenofobe, di odio e parla di ruspe al solo scopo di alimentare la paura e il proprio tornaconto elettorale. Se invece accettiamo la storia la possiamo anche cambiare, senza delegare.
    Dico solo che grazie ad i reporter e ad i fotografi possiamo conoscere la verità, informarci sulla nostra storia senza tante ipocrisie. Adesso a noi la responsabilità! Come? Provate a vedere quanto conta l’opinione pubblica in Europa! Disumana com’è l’Europa dove se calano le borse è una tragedia, se affonda un barcone è una fatalità, se chiediamo la modifica urgente di un trattato c’è sempre tempo, un’ondata di compassione che scuote le coscenze fa bene dico io! Perché quella foto dice “vergogna” a chi ha perso il senso di umanità davanti alle tragedie.

  24. Loretta Renda 4 settembre, 2015 at 09:06 Rispondi

    Ora dico tutti si stanno indignando adesso,e tutti gli altri bambini dove sono? Sapete quanti ne sono arrivati sulle spiagge della Sicilia? Questo purtroppo non è il primo. Ma come al solito si decide di tirare fuori le notizie quando fa comodo. ( riferito ai media)

  25. Cristiana Cianfagna 4 settembre, 2015 at 14:16 Rispondi

    L uomo a volte é una bestia e a pagare le conseguenze della sua cattiveria molte volte sono queste creature innocenti..come questo bimbo così piccolo già ha visto una guerra,ha dovuto affrontare il mare x andare a cercare un futuro migliore e poi anche una morte orribile..credo in Dio e so ke c è un posto migliore dove ora questo piccolino vivrà felice in eterno!

  26. Giorgio Maestripieri 4 settembre, 2015 at 15:41 Rispondi

    Dico che l’uomo inteso come tale e’un’essere negativo e distruttivo, ma detto questo e’ possibile che tanta tecnologia non riesca a impedire tutto cio’? Ma aggiungo: sappiamo tutti perche questa gente scappa dalle loro terre! Non possiamo aiutarli la? E non possiamo colpire quelle schifezze umane che li spingono a fuggire, e quelle stesse schifezze che li armano e li finanziano?

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