Nel 2016 la BBC ha fatto una massiccia indagine sui contenuti di Youtube dedicati ai bambini: su questa piattaforma circolano centinaia di filmati che propongono immagini di cartoni animati per bambini piuttosto inquietanti.
Non tanto per i protagonisti – popolarissimi tra i più piccoli – quanto per le trame completamente inadatte a un pubblico giovane e sensibile. Di conseguenza può capitare che quello che in apparenza sembra un normale episodio di Peppa Pig o de Il Trenino Thomas si riveli invece un cartone animato con punture, pianti sadici e altri contenuti poco adatti ai bambini, per cui bisogna stare attenti.
Questo è quello che è diventato poi l’“Elsagate”: poiché la protagonista principale di questi finti cartoni disturbanti era Elsa di Frozen, ritratta in diverse situazioni imbarazzanti e talvolta violente. L’Elsagate sembrava un fenomeno ormai archiviato. E invece, anche se in forme diverse, continua a far parlare di sé. Per capire davvero perché sia ancora attuale, è importante partire da ciò che è stato in passato.
Cos’era l’Elsagate: il lato oscuro dei cartoni online
L’Elsagate esplode intorno al 2016, quando giornalisti e media internazionali iniziano a segnalare la presenza su YouTube di centinaia di video apparentemente destinati ai bambini.
I protagonisti erano sempre gli stessi: personaggi amatissimi come Elsa, Spider-Man, Peppa Pig o altri volti familiari dell’infanzia. Ma dietro queste immagini rassicuranti si nascondevano contenuti profondamente inappropriati: scene di violenza, umiliazioni, paure estreme, riferimenti disturbanti o dinamiche relazionali malsane.
Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace. I video venivano costruiti per imitare perfettamente i veri cartoni animati, utilizzando titoli, colori e parole chiave identiche. In questo modo riuscivano a entrare facilmente nei risultati di ricerca e nei suggerimenti automatici, finendo davanti agli occhi dei più piccoli senza alcun filtro.
La risposta delle piattaforme: rimozioni e controlli
Quando il fenomeno è diventato evidente, YouTube è intervenuta in modo massiccio. Migliaia di video sono stati rimossi e molti canali sono stati chiusi. Sono stati introdotti sistemi di controllo più rigidi, nuove regole sui contenuti per bambini e un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale per individuare materiale inappropriato.
Anche se gran parte dei contenuti è stata rimossa dalle piattaforme ufficiali, molti video sono ancora reperibili online attraverso archivi digitali come Internet Archive.
In particolare, questi archivi conservano esempi di quei contenuti, oggi non più accessibili su YouTube, ma ancora visibili in rete. Anche se sembra controproducente conservare questi video, è tuttavia molto importante: è necessario per raccogliere una memoria storica di quello che certi canali YouTube hanno fatto in passato.
L’evoluzione dell’Elsagate: un fenomeno più sottile
Oggi l’Elsagate non si presenta più nella forma evidente di un tempo. Su Youtube non troviamo necessariamente video apertamente scioccanti, ma il fenomeno si è spostato su altri media, come TikTok.
In questo scenario si inseriscono anche nuovi trend, come il cosiddetto “fruit drama”: brevi video animati o generati con intelligenza artificiale che sembrano innocui, spesso colorati e accattivanti, ma che raccontano storie fatte di conflitti, tradimenti o dinamiche relazionali distorte. Sono derivati dal fenomeno virale del Brainrot, in cui l’intelligenza artificiale creava un pastone di immagini assurde, e sebbene innocue, si sono riversate sull’immaginario di bambini e adolescenti diventando un vero e proprio fenomeno generazionale.
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Anche nel caso delle cosiddette “storie di frutta”, il problema non è solo ciò che si vede, ma il modo in cui viene normalizzato.
A rendere tutto più complesso è proprio l’uso crescente dell’intelligenza artificiale. Oggi è possibile creare grandi quantità di video in poco tempo, replicando schemi e format che funzionano a livello di visualizzazioni. Questo porta a una produzione continua di contenuti, spesso senza controllo umano reale.
Perché i bambini sono ancora a rischio
Il punto critico resta sempre lo stesso: i bambini si fidano di ciò che riconoscono. Se vedono un personaggio familiare, come una fragola e una banana che si scambiano bacini, non mettono in discussione il contenuto.
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Questa fiducia li espone a messaggi che possono influenzare il loro modo di percepire le emozioni, i rapporti e persino il concetto di sicurezza. In alcuni casi possono provare disagio o paura senza riuscire a esprimere chiaramente cosa li ha colpiti.
A questo si abbina il modo in cui sono realizzati i video e come sono progettate le piattaforme, che invogliano allo scroll infinito e a trattenere gli utenti online. Ve ne abbiamo parlato proprio in merito alla storica sentenza negli Stati Uniti che ha affrontato la dipendenza dai social.
Il ruolo dei genitori oggi
Di fronte a un fenomeno che si è trasformato, anche l’approccio deve cambiare. Non basta affidarsi agli strumenti tecnologici, perché nessun filtro è perfetto.
Applicazioni dedicate ai bambini o modalità con restrizioni possono essere utili, ma non sostituiscono la supervisione. Guardare insieme ai figli, scegliere contenuti affidabili e limitare l’uso autonomo dei dispositivi resta la strategia più efficace.
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Ancora più importante è il dialogo. Chiedere ai bambini cosa guardano, come si sentono e cosa li colpisce permette di intercettare eventuali segnali di disagio.
Partendo dal presupposto che imbattersi in questi video è semplicissimo a causa delle medesime parole chiave utilizzate per la ricerca dei comuni cartoni animati per bambini, è buona regola intervenire immediatamente non solo interrompendo la visione del video ma anche segnalandolo, in modo che venga rimosso dalle piattaforme.
In ogni caso il miglior modo per proteggere i bambini da certe immagini è consentire loro la visione dei cartoni animati solo attraverso la televisione ed evitare i canali che fanno della riproduzione automatica (che si può comunque disattivare) il loro meccanismo di default.
È preferibile evitare dunque l’uso di telefoni cellulari e tablet che da piccoli non dovrebbe comunque mai essere concesso senza la supervisione di un adulto.
Fonte immagine di copertina: BeepBeep TV su Internet Archive





È vero!!! escono fuori facce diaboliche….o gesti diseducativi, meglio controllare sempre….
Che schifo di video orrore
Luca de Lorenzo
Purtroppo si…
Patti Francesco
Ma mi fate un esempio ragazzi? Che orrore
Verissimo anche mia figlia gli ha beccati questi cartoni
Alessandro Pirondini
Andres Marquez
Salvatore Ant Man leggi
Il video di biricchino ad esempio Francesca Claudia
È vero birichino tortura dei poveri animali
Katia Grottolo