C’era una volta la letterina di Natale

L’altro giorno, tornando molto tardi da lavoro, mi ritrovo sopra la scrivania, in bella copia e senza pieghe (cosa assai rara nei disegni dei miei figli) la fatidica letterina per Babbo Natale.

Tutto contento di essere giunto da padre ad un momento così caratteristico della vita dei miei figli mi siedo con calma sulla sedia, afferro gli occhiali (sì, ho gli occhiali da lettura) e mi metto a leggere:

Caro Babbo Natale,

e fino a qui tutto normale e già quasi mi commuovo ripensando alle tante e tantissime lettere scritte a mia volta da bambino con quell’entusiasmo e quella tipica purezza di un età assai magica, con le aspettative e le speranze che il Natale portava con sé, e sì lo so, forse sto cadendo nei sentimentalismi e dunque è meglio fermarmi e proseguire con la lettura…

per questo Natale, passi pure la ripetizione della parola Natale, mio figlio ha appena sei anni, e anzi sono contento di vedere che comunque la sua calligrafia è buona, il segno continuo e che insomma tutto sembra far ben sperare per un futuro da studioso,

vorrei un PleMobil Treno Merci, e qui la testa mi si piega appena verso il lato non tanto per il costo del “Plemobil Treno Merci” pari ad euro 194,99, figuriamoci che vuoi che sia, anche se ormai il pensiero mi è entrato in testa, né per l’errore sul nome della marca, piuttosto per il modo in cui viene manifestata la richiesta; non vi è alcuna promessa di comportarsi bene per il futuro, ma non voglio essere puntiglioso, è solo un bambino, perciò continuo, sicuro di trovare in seguito quello che fino ad ora mi pare mancare….

una nave cargo Lego, e vabbè

un gioco del cellulare in tv , che non si capirebbe cosa voglia dire se non sapessi che un suo amico ha già la Playstation e quindi…

la maglia originale della …. , e ometto il nome della squadra di calcio per evitare di irritare qualcuno, ma la mia di irritazione proviene invece dalla parola “originale”, come se lui, seienne microbo e piccolo uomo, già conoscesse la differenza tra un capo originale ed uno contraffatto, come se non andasse bene una qualsiasi maglietta con la scritta della sua squadra ma proprio quella comprata dal negozio ufficiale… e vabbè

il libro della Giungla, e finalmente qualcosa di accessibile e educativo

un go-kart rosso ma vero, e ringrazio lo zio di aver portato mio figlio a correre così piccolo già su una pista vera con i Go-kart quando il padre, ossia il sottoscritto, non ci è mai stato.

un treno elettrico, ancora un altro treno…

La letterina chiude con un semplice Grazie.

Ed è tutto, a parte una firma sbilenca, il cui tratto storto lascia intendere come la parte più importante sia ormai passata ed ora siano solo convenevoli formali.

Non c’è alcuna promessa, né un impegno, o un vago patto di buona condotta per il suo futuro.

Io ricordo che quando scrivevo la letterina mi prodigavo a lungo per spiegare a Babbo Natale quanto sarei stato bravo nel futuro, quale studente modello, quale esempio di figlio esemplare eccetera e eccetera. Quella che invece ho davanti più che una “letterina” per Babbo Natale mi pare tanto una Lista di Nozze!

Ma forse i tempi sono cambiati e anche le letterine a Babbo Natale non sono più quelle di una volta…
E comunque la Playstation ancora no.

Grazie

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