Che fine hanno fatto i vecchi banchi? A Roma diventano tavoli per l'aperitivo

In uno dei più belli e antichi parchi romani, centro della movida nel periodo ante pandemia, la nuova stagione si apre puntando sul riciclo. Il Parco Egeria, che a partire dal 2017 viene chiamato Parco Appio, oltre a rappresentare un punto di incontro sociale e culturale si sta facendo notare, in ogni singolo dettaglio, per l’attenzione verso l’ambiente. Tra le altre cose, per esempio, i tavoli e le sedie destinati a cene e ad aperitivi sono i banchi scolastici dismessi e non più utilizzati.

Nuova vita per gli arredi scolastici

Sostituiti dai modelli monoposto o a rotelle, i banchi di scuola rappresentavano un rifiuto ingombrante e scomodo per Roma. Il Parco, adottandoli, non solo ha risparmiato, ma ha anche contribuito al riutilizzo di oggetti che, probabilmente, sarebbero finiti in discarica.
L’intero arredo del parco è organizzato con materiali di recupero e di riciclo. Ristoranti, bar e bagni sono ospitati in container ottenuti da precedenti proprietà e completamente rimessi a nuovo. Tavoli e sedie, invece, oltre che dai banchi scolastici, sono stati acquisiti da diversi settori dell’edilizia pubblica e privata. In poche parole, tutti gli arredi del parco che erano destinati a essere gettati sono invece tornati a nuova vita. Il medesimo destino è toccato cavi elettrici, ferri da cantiere e bobine industriali. Dai pallet in disuso sono nati divanetti e staccionate del Parco mentre i sostegni delle palizzate devono la loro nuova esistenza ai vecchi bidoni per l’olio.

Aperitivi e sostenibilità ambientale

Il tutto nasce dall’encomiabile desiderio di unire un progetto di ristorazione e di intrattenimento con la sostenibilità ecologica, anche a scapito dei risultati estetici. Da questo intento nasce la scelta di utilizzare elementi interamente di riciclo e di recupero per le strutture e l’arredo del parco. Una scelta verde fino in fondo, che la nuova gestione del parco ha abbracciato come una filosofia di vita e un mantra da ripetere e da diffondere

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