Che fine hanno fatto i vecchi banchi? I casi di Bologna e Genova

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Ci siamo, le scuole dopo mesi di stand by hanno riaperto i battenti. Tirate le somme però, la gestione degli spazi comuni sembra destinata già a suscitare polemiche, come nel caso di Bologna, città in cui i banchi vecchi sono stati letteralmente buttai in discarica. Diversa la situazione a Genova, dove gli arredi sono diventati un regalo per le popolazioni africane.

Il caso di Bologna: gli arredi scolastici finiti nel cimitero dei banchi

Sta facendo il giro del web una fotografia scattata a Bologna, e precisamente in quello che è stato già ribattezzato come il "cimitero dei banchi vecchi". Vecchi si fa per dire, dato che per fare spazio ai nuovi banchi monoposto che accoglieranno gli alunni, quelli già esistenti sono stati letteralmente distrutti e gettati in discarica.
La domanda che tutti si stanno facendo è se non sarebbe stato possibile il riciclo.
La risposta in effetti arriva da Genova, città in cui invece l'amministrazione ha pensato bene di agire in modo molto diverso.

A Genova i vecchi banchi sono stati riciclati e spediti in Sudan

Le normative parlano chiaro, gli arredi vanno sostituiti. Tuttavia non si parla di sprechi (e inquinamento ambientale). Così a Genova gli arredi da sostituire sono stati smantellati e spediti in Africa, precisamente in Sudan, dove potranno essere utilizzati dai 'colleghi' delle altre scuole.
Tutto grazie all'idea dell'associazione 'Music For Peace', che proprio in Sudan sta seguendo diversi progetti di cooperazione.
Il concetto portato avanti dall'associazione è semplice quanto fondamentale. Quello che per alcuni può essere superfluo, per altri fa la differenza tra lo studiare su un vero banco o passare le giornate seduti per terra.
Sono in tutto 120 i banchi che sono stati quindi spediti, e che allestiranno un campo profughi, nonché alcune moschee della zona africana martoriata.

Cimitero dei banchiIl 14 settembre le scuole riapriranno con le normative per prevenire la diffusione del Covid-19....

Publiée par Michele Lapini sur Samedi 12 septembre 2020

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